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Modulo 18 di 18 · Nel discorso pubblico
Come si legge un sondaggio
Le informazioni obbligatorie che quasi nessuno guarda
Di che si tratta
Un sondaggio non è una fotografia dell'opinione pubblica: è una stima, con un margine di errore e una serie di scelte metodologiche che ne condizionano il risultato. Per i sondaggi diffusi dai mezzi di informazione la normativa italiana impone di pubblicare una nota informativa con committente, realizzatore, data, metodo, campione e testo delle domande. Quella nota è il documento vero: il titolo è un riassunto.
Cosa guardare, nell'ordine: il margine di errore — due valori che differiscono meno del margine non sono distinguibili, e chiamare «sorpasso» una differenza di un punto è una descrizione sbagliata; il campione, la sua dimensione e come è stato costruito; il tasso di risposta, che nei sondaggi telefonici è spesso basso; le date, perché un sondaggio è di quel giorno; il testo esatto delle domande e il loro ordine, perché una domanda influenza le successive.
E il dato più trascurato: quanti non hanno risposto o non sanno. Se sono il 40 per cento, le percentuali dei restanti descrivono una minoranza.
Un esempio
«Il 52 per cento è favorevole, il 48 contrario: la maggioranza dei cittadini approva.» Con un margine di errore di tre punti, il vero valore del primo sta plausibilmente fra 49 e 55, quello del secondo fra 45 e 51. I due intervalli si sovrappongono: i dati sono compatibili anche con una situazione di sostanziale parità, o con il risultato opposto. La frase corretta è che il sondaggio non permette di stabilire quale posizione prevalga.
Il controesempio
Un caso in cui sembra la stessa cosa e invece il ragionamento tiene. Serve a non trasformare uno strumento di verifica in un sospetto automatico.
Il margine di errore non rende i sondaggi inutili né tutti equivalenti. Se un sondaggio ben fatto rileva 70 contro 30, il margine di tre punti non cambia la sostanza, e negarlo sarebbe scetticismo di comodo. La regola è proporzionata: il margine conta quando le differenze sono piccole, e va guardato prima di raccontare un testa a testa.
Prova tu
Un sondaggio su un referendum consultivo comunale riporta: «Favorevoli 46%, contrari 41%, indecisi 13%. Campione: 400 residenti, metodo CATI, margine ±4,9%». Cosa puoi dire e cosa no?
Mostra la soluzione ragionata
Puoi dire: che fra i favorevoli e i contrari non c'è una differenza statisticamente apprezzabile, perché cinque punti di distanza con un margine di quasi cinque punti per lato lasciano gli intervalli ampiamente sovrapposti. Puoi dire: che gli indecisi al 13 per cento sono più della differenza fra le due posizioni, quindi possono ribaltarla per intero. Non puoi dire: che «vincono i favorevoli», né che «il Comune è favorevole». Da chiedere ancora: il tasso di risposta, perché con metodo telefonico quattrocento interviste completate possono derivare da migliaia di contatti, e chi risponde al telefono non è un campione casuale dei residenti; il testo esatto della domanda; la data, se nel frattempo è successo qualcosa di rilevante; e chi ha commissionato il sondaggio, che non lo invalida ma è un'informazione dovuta. Nota: un campione di 400 su un Comune è una dimensione normale. Il problema non è la dimensione, è la distanza fra le due opzioni.