- Home
- Pensiero critico
- Il confronto scelto apposta
Modulo 17 di 18 · Nel discorso pubblico
Il confronto scelto apposta
Cambiando l'anno di partenza si dimostra tutto e il contrario
Di che si tratta
Ogni confronto ha un termine di paragone, e chi lo sceglie decide in gran parte il risultato. Confrontare con l'anno peggiore produce miglioramenti spettacolari; con l'anno migliore, crolli. Entrambi i numeri sono veri.
Le forme più comuni: scegliere l'anno base che conviene; confrontarsi con un territorio non paragonabile; fermare la serie storica appena prima o appena dopo il punto scomodo; cambiare la definizione di ciò che si misura in mezzo alla serie, così che il prima e il dopo non siano confrontabili.
Il rimedio è sempre lo stesso e costa poco: guarda la serie intera. Se qualcuno mostra due punti, chiedi la sequenza. Se la sequenza non è disponibile, quella è già una risposta.
Un esempio
«I tempi di risposta sono migliorati del 40 per cento rispetto al 2021.» Se nel 2021 l'ufficio era sotto organico per una situazione eccezionale, il confronto è con l'anno peggiore possibile e il miglioramento misura soprattutto il ritorno alla normalità. La serie completa 2018-2026 racconterebbe una storia diversa: magari che si è tornati ai livelli di sei anni prima, il che non è né un trionfo né un disastro, ma è la cosa vera.
Il controesempio
Un caso in cui sembra la stessa cosa e invece il ragionamento tiene. Serve a non trasformare uno strumento di verifica in un sospetto automatico.
Scegliere un anno base anomalo è a volte corretto e necessario: se si vuole misurare la capacità di reagire a una crisi, il confronto con l'anno della crisi è esattamente quello giusto. Il criterio non è quale anno si sceglie, ma se la scelta è dichiarata e motivata. Un confronto dichiarato è un'argomentazione; un confronto taciuto è una selezione.
Prova tu
Un ente pubblica un grafico con due sole colonne, 2019 e 2026, che mostra un calo del 30 per cento della spesa per consulenze esterne. Cosa chiedi?
Mostra la soluzione ragionata
La serie completa anno per anno. Due punti non mostrano un andamento: possono nascondere una crescita fino al 2024 e un calo recente, o l'inverso. Perché proprio il 2019. È l'ultimo anno pre-pandemico, quindi la scelta può essere legittima e va solo dichiarata. Ma potrebbe anche essere l'anno con la spesa più alta della serie. Se la definizione è rimasta la stessa. Se nel frattempo alcune prestazioni sono state riclassificate da «consulenze» ad altra voce, la spesa è diminuita solo in quella riga. Se la spesa è stata sostituita da altro. Un calo delle consulenze accompagnato da un aumento di affidamenti di servizi analoghi non è una riduzione. Il dato in valore assoluto. Il 30 per cento su 20.000 euro e su 2 milioni sono due notizie diverse.