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DirittoTorna a «Non essere licenziato senza motivo e senza procedura»

Testo normativo

(Obblighi dei titolari di benefici accordati dallo Stato e degli appaltatori di opere pubbliche)

L. 300/1970 — Statuto dei lavoratori

Stai leggendo una versione passata, in vigore dal 11 giugno 1970 al 25 giugno 1998. Vai al testo vigente oggi.

Nei provvedimenti di concessione di benefici accordati ai sensi delle vigenti leggi dallo Stato a favore di imprenditori che esercitano professionalmente un'attivita' economica organizzata e nei capitolati di appalto attinenti all'esecuzione di opere pubbliche, deve essere inserita la clausola esplicita determinante l'obbligo per il beneficiario o appaltatore di applicare o di far applicare nei confronti dei lavoratori dipendenti condizioni non inferiori a quelle risultanti dai contratti collettivi di lavoro della categoria e della zona. Tale obbligo deve essere osservato sia nella fase di realizzazione degli impianti o delle opere che in quella successiva, per tutto il tempo in cui l'imprenditore beneficia delle agevolazioni finanziarie e creditizie concesse dallo Stato ai sensi delle vigenti disposizioni di legge. Ogni infrazione al suddetto obbligo che sia accertata dall'Ispettorato del lavoro viene comunicata immediatamente ai Ministri nella cui amministrazione sia stata disposta la concessione del beneficio o dell'appalto. Questi adotteranno le opportune determinazioni, fino alla revoca del beneficio, e nei casi piu' gravi o nel caso di recidiva potranno decidere l'esclusione del responsabile, per un tempo fino a cinque anni, da qualsiasi ulteriore concessione di agevolazioni finanziarie o creditizie ovvero da qualsiasi appalto. Le disposizioni di cui ai commi precedenti si applicano anche quando si tratti di agevolazioni finanziarie o creditizie ovvero di appalti concessi da enti pubblici, ai quali l'Ispettorato del lavoro comunica direttamente le infrazioni per l'adozione delle sanzioni.

Cronologia di questo articolo — 2 versioni

Ogni riquadro è il testo in vigore in quel periodo. Vengono dalle collezioni multivigenti pubblicate da Normattiva.

Da dove viene questo testo
Atto
Norme sulla tutela della liberta' e dignita' dei lavoratori, della liberta' sindacale e dell'attivita' sindacale, nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento
Questa versione vigente dal
11 giugno 1970 al 25 giugno 1998
Stato dell'atto
vigente
Ultimo controllo
26 settembre 2026
Fonte
Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato - Normattiva (dati.normattiva.it), CC BY 4.0
Testo ufficiale
apri su Normattiva

Spiegazione — non è il testo di legge

Chi prende soldi pubblici deve applicare i contratti collettivi

In parole semplici

Chi prende soldi pubblici o vince un appalto deve applicare i contratti collettivi ai suoi lavoratori — e farli applicare anche a chi lavora per lui. Se non lo fa, la cosa si può segnalare anche all'ente che ha dato l'appalto.

Cosa dice

L'articolo stabilisce che **nei provvedimenti di concessione di benefici accordati dallo Stato** a favore di imprenditori che esercitano professionalmente un'attività economica organizzata, e **nei capitolati di appalto di opere pubbliche**, deve essere inserita **la clausola esplicita** che obbliga il beneficiario o l'appaltatore ad applicare, o a far applicare, nei confronti dei lavoratori dipendenti **condizioni non inferiori a quelle risultanti dai contratti collettivi di categoria e di zona**. Prevede che l'obbligo sia osservato sia nella fase di realizzazione sia in quelle successive, secondo quanto l'articolo dispone.

Cosa significa

È un articolo di straordinaria attualità e poco citato: lega il denaro pubblico al rispetto dei contratti collettivi. Chi riceve un contributo statale o si aggiudica un appalto pubblico non può competere abbassando le condizioni dei propri lavoratori, perché la clausola è obbligatoria nell'atto stesso di concessione. Due elementi ne allargano la portata. «Applicare **o far applicare**» estende l'obbligo alla catena — quindi ai subappaltatori e ai fornitori coinvolti nell'esecuzione. E l'obbligo copre non solo la realizzazione ma anche le fasi successive. Per chi lavora presso un'impresa che opera con la pubblica amministrazione, la conseguenza pratica è concreta: il rispetto del contratto collettivo non è solo materia fra lavoratore e datore, è una condizione del rapporto fra quell'impresa e l'ente pubblico, e come tale può essere segnalata alla stazione appaltante.

A chi si applica

Ai lavoratori dipendenti di imprese beneficiarie di contributi statali o appaltatrici di opere pubbliche.

Quando si applica

Nella fase di realizzazione e in quelle successive.

Cosa puoi fare

Se l'impresa per cui lavori opera in appalto pubblico e non applica il contratto collettivo di categoria, la questione può essere portata alla stazione appaltante oltre che all'Ispettorato del lavoro: è un inadempimento anche verso l'ente committente.

Attenzione

La disciplina degli appalti pubblici è oggi contenuta anche nel codice dei contratti pubblici, con clausole sociali e obblighi propri che questo sito non ha in archivio. Questo articolo fissa il principio, non esaurisce gli strumenti.

Scheda redazionale. Non è il testo della legge: se sembra dire qualcosa di diverso dal riquadro qui sopra, fa fede il testo della legge — e va segnalato.

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