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Testo normativo
Art. 95
Costituzione
Il Presidente del Consiglio dei ministri dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile. Mantiene l'unità di indirizzo politico ed amministrativo, promuovendo e coordinando l'attività dei ministri.
I ministri sono responsabili collegialmente degli atti del Consiglio dei ministri, e individualmente degli atti dei loro dicasteri.
La legge provvede all'ordinamento della Presidenza del Consiglio e determina il numero, le attribuzioni e l'organizzazione dei ministeri.
- Atto
- Costituzione della Repubblica Italiana
- Questa versione vigente dal
- 1 gennaio 1948 a oggi
- Stato dell'atto
- vigente
- Ultimo controllo
- 6 settembre 2026
- Fonte
- Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato - Normattiva (dati.normattiva.it), CC BY 4.0
- Testo ufficiale
- apri su Normattiva
Spiegazione — non è il testo di legge
Il Presidente del Consiglio coordina, non comanda
Il Presidente del Consiglio guida la linea generale del Governo e coordina i ministri, ma non è il loro capo e non può licenziarli. Ogni ministro risponde del proprio ministero, e tutti insieme delle decisioni prese in Consiglio.
Cosa dice
L'articolo stabilisce che il Presidente del Consiglio dei ministri dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile, mantiene l'unità di indirizzo politico e amministrativo promuovendo e coordinando l'attività dei ministri; che i ministri sono responsabili collegialmente degli atti del Consiglio dei ministri e individualmente degli atti dei loro dicasteri; e che la legge provvede all'ordinamento della Presidenza del Consiglio e determina numero, attribuzioni e organizzazione dei ministeri.
Cosa significa
La parola che i costituenti hanno scelto è **coordinare**, non dirigere i ministri. È una differenza che spiega molto della politica italiana. Il Presidente del Consiglio dirige la **politica generale**, ma non è il superiore gerarchico dei ministri: non può dare loro ordini sui rispettivi dicasteri, e soprattutto **non può revocarli**. Un ministro si dimette, o viene sostituito con la stessa procedura con cui è stato nominato — cioè con un decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Presidente del Consiglio, che di fatto richiede il consenso o le dimissioni dell'interessato. Questo modello, detto della *collegialità*, era una scelta consapevole contro l'esperienza del capo del governo con poteri sovraordinati. Nella pratica ha reso il Presidente del Consiglio italiano più debole di quasi tutti i suoi omologhi europei, e le proposte di rafforzarlo — dal potere di revoca all'elezione diretta — sono ricorrenti. È un dibattito legittimo su cui questa scheda non prende posizione: registra come funziona oggi. La **doppia responsabilità** del secondo comma conta: dei decreti approvati dal Consiglio rispondono tutti i ministri insieme, degli atti del proprio ministero risponde ciascuno per sé. Il terzo comma rinvia alla legge il numero dei ministeri: non è la Costituzione a stabilirlo, ed è per questo che cambia nel tempo.
A chi si applica
Riguarda il Governo.
Quando non si applica
Non attribuisce al Presidente del Consiglio il potere di revocare i ministri.
Cosa puoi fare
I comunicati del Consiglio dei ministri, pubblicati dopo ogni seduta, dicono cosa è stato deliberato. Sono brevi e ufficiali: un modo semplice per seguire l'attività del Governo senza intermediari.
Attenzione
«Premier» è un termine giornalistico: la Costituzione dice Presidente del Consiglio, e la differenza non è solo di nome — descrive poteri diversi da quelli di un primo ministro di altri ordinamenti.
Scheda redazionale. Non è il testo della legge: se sembra dire qualcosa di diverso dal riquadro qui sopra, fa fede il testo della legge — e va segnalato.