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Testo normativo

Art. 28

Costituzione

I funzionari e i dipendenti dello Stato e degli enti pubblici sono direttamente responsabili, secondo le leggi penali, civili e amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritti. In tali casi la responsabilità civile si estende allo Stato e agli enti pubblici.

Da dove viene questo testo
Atto
Costituzione della Repubblica Italiana
Questa versione vigente dal
1 gennaio 1948 a oggi
Stato dell'atto
vigente
Ultimo controllo
6 settembre 2026
Fonte
Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato - Normattiva (dati.normattiva.it), CC BY 4.0
Testo ufficiale
apri su Normattiva

Spiegazione — non è il testo di legge

I funzionari pubblici rispondono personalmente degli atti che violano i diritti

In parole semplici

Se un dipendente pubblico viola i tuoi diritti con un atto, ne risponde lui personalmente — penalmente, civilmente, amministrativamente — e insieme a lui risponde anche l'ente per cui lavora.

Cosa dice

L'articolo stabilisce che i funzionari e i dipendenti dello Stato e degli enti pubblici sono direttamente responsabili, secondo le leggi penali, civili e amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritti, e che in tali casi la responsabilità civile si estende allo Stato e agli enti pubblici.

Cosa significa

È l'articolo che chiude il capo sui rapporti civili, e non a caso: dopo aver elencato le libertà, la Costituzione dice chi paga quando vengono violate da chi agisce per conto dello Stato. «**Direttamente** responsabili» è la parola decisiva. Prima della Costituzione la persona danneggiata da un atto amministrativo trovava davanti a sé l'ente, e il funzionario restava schermato. Qui il funzionario risponde in proprio, e in più la responsabilità **si estende** all'ente: il cittadino ha due patrimoni davanti a sé, non uno. I tre binari sono distinti e possono correre insieme. La responsabilità **penale** riguarda i reati dei pubblici ufficiali. La responsabilità **civile** è il risarcimento del danno. La responsabilità **amministrativa** è quella per danno erariale, che l'ente fa valere contro il proprio dipendente davanti alla Corte dei conti. Un limite pratico va detto: la legge ordinaria ha nel tempo circoscritto la responsabilità civile diretta del singolo dipendente, in particolare per i magistrati e per i casi di colpa non grave, indirizzando l'azione verso l'ente che poi può rivalersi. L'articolo 28 resta il fondamento, ma il modo in cui si agisce concretamente lo stabiliscono leggi specifiche.

A chi si applica

Riguarda dipendenti e funzionari dello Stato e degli enti pubblici, e i privati che esercitano funzioni pubbliche.

Quando non si applica

Non copre gli atti che non violano diritti, né trasforma ogni provvedimento sfavorevole in un illecito: serve la violazione di una posizione giuridica tutelata, e negli altri casi la strada è l'impugnazione dell'atto, non il risarcimento.

Cosa puoi fare

Quando un atto amministrativo è illegittimo, la prima strada è impugnarlo nei termini — sessanta giorni al TAR, o i termini del ricorso amministrativo. Il risarcimento è un percorso separato e più lungo, con oneri di prova sul danno. Per il danno erariale il cittadino non agisce direttamente: può fare una segnalazione alla Procura della Corte dei conti, che valuta se procedere.

Attenzione

Questo articolo non serve a contestare il merito di una decisione che non piace. Serve quando un atto o un comportamento ha violato un diritto. È una distinzione che cambia completamente l'ufficio a cui rivolgersi e i tempi.

Scheda redazionale. Non è il testo della legge: se sembra dire qualcosa di diverso dal riquadro qui sopra, fa fede il testo della legge — e va segnalato.

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