Testo normativo
Art. 57
D.Lgs. 206/2005 — Codice del consumo
Obblighi del consumatore nel caso di recesso
1. A meno che il professionista abbia offerto di ritirare egli stesso i beni, il consumatore restituisce i beni o li consegna al professionista o a un terzo autorizzato dal professionista a ricevere i beni, senza indebito ritardo e in ogni caso entro quattordici giorni dalla data in cui ha comunicato al professionista la sua decisione di recedere dal contratto ai sensi dell'articolo 54. Il termine è rispettato se il consumatore rispedisce i beni prima della scadenza del periodo di quattordici giorni. Il consumatore sostiene solo il costo diretto della restituzione dei beni, purchè il professionista non abbia concordato di sostenerlo o abbia omesso di informare il consumatore che tale costo è a carico del consumatore.
Nel caso di contratti negoziati fuori dei locali commerciali in cui i beni sono stati consegnati al domicilio del consumatore al momento della conclusione del contratto, il professionista ritira i beni a sue spese qualora i beni, per loro natura, non possano essere normalmente restituiti a mezzo posta.
2. Il consumatore è responsabile unicamente della diminuzione del valore dei beni risultante da una manipolazione dei beni diversa da quella necessaria per stabilire la natura, le caratteristiche e il funzionamento dei beni. Il consumatore non è in alcun caso responsabile per la diminuzione del valore dei beni se il professionista ha omesso di informare il consumatore del suo diritto di recesso a norma dell'articolo 49, comma 1, lettera h).
2-bis. In caso di recesso dal contratto, il consumatore si astiene dall'utilizzare il contenuto digitale o il servizio digitale e dal metterlo a disposizione di terzi.
3. Qualora un consumatore eserciti il diritto di recesso dopo aver presentato una richiesta in conformità dell'articolo 50, comma 3, o dell'articolo 51, comma 8, il consumatore versa al professionista un importo proporzionale a quanto è stato fornito fino al momento in cui il consumatore ha informato il professionista dell'esercizio del diritto di recesso, rispetto a tutte le prestazioni previste dal contratto. L'importo proporzionale che il consumatore deve pagare al professionista è calcolato sulla base del prezzo totale concordato nel contratto. Se detto prezzo totale è eccessivo, l'importo proporzionale è calcolato sulla base del valore di mercato di quanto è stato fornito.
4. Il consumatore non sostiene alcun costo per:
a) la prestazione di servizi o la fornitura di acqua, gas o elettricità, quando non sono messi in vendita in un volume limitato o in quantità determinata, o di teleriscaldamento, in tutto o in parte, durante il periodo di recesso quando:
1) il professionista ha omesso di fornire informazioni in conformità all'articolo 49, comma 1, lettere h) ed l); oppure
2) il consumatore non ha espressamente chiesto che la prestazione iniziasse durante il periodo di recesso in conformità all'articolo 50, comma 3, e dell'articolo 51, comma 8; oppure
b) la fornitura, in tutto o in parte, del contenuto digitale che non è fornito su un supporto materiale quando:
1) il consumatore non ha dato il suo previo consenso espresso circa l'inizio della prestazione prima della fine del periodo di quattordici o trenta giorni di cui all'articolo 52;
2) il consumatore non ha riconosciuto di perdere il diritto di recesso quando ha espresso il suo consenso; oppure
3) il professionista ha omesso di fornire la conferma conformemente all'articolo 50, comma 2, o all'articolo 51, comma 7.
5. Fatto salvo quanto previsto nell'articolo 56, comma 2, e nel presente articolo, l'esercizio del diritto di recesso non comporta alcuna responsabilità per il consumatore.
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Note di aggiornamento della fonte (2 righe)
Non fanno parte del testo dell'articolo: sono annotazioni che Normattiva accoda per segnalare le modifiche subite nel tempo.
AGGIORNAMENTO (24)
Il D.Lgs. 21 febbraio 2014, n. 21 ha disposto (con l'art. 2, comma 1) che le modifiche apportate al presente articolo si applicano ai contratti conclusi dopo il 13 giugno 2014.
- Atto
- Codice del consumo, a norma dell'articolo 7 della legge 29 luglio 2003, n. 229
- Questa versione vigente dal
- 2 aprile 2023 a oggi
- Stato dell'atto
- vigente
- Ultimo controllo
- 4 ottobre 2026
- Fonte
- Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato - Normattiva (dati.normattiva.it), CC BY 4.0
- Testo ufficiale
- apri su Normattiva
Spiegazione — non è il testo di legge
Puoi provarlo come in negozio, e se non ti hanno informato non rispondi di nulla
Puoi aprire la scatola e provare il prodotto **come faresti in negozio**: questo non ti fa perdere nulla, e chi rifiuta il reso «perché è stato aperto» ha torto. Rispondi solo se lo hai usato più di così — e **se non ti avevano informato del diritto di recesso, non rispondi nemmeno di quello**. Le spese di reso le paghi tu solo se te l'avevano detto prima di comprare; se non te l'hanno detto, le paga il venditore. Hai quattordici giorni per rispedire.
Cosa dice
L'articolo stabilisce che, salvo che il professionista abbia offerto di ritirare egli stesso i beni, **il consumatore li restituisce senza indebito ritardo e comunque entro quattordici giorni** dalla comunicazione del recesso, **e che il termine è rispettato se li rispedisce prima della scadenza**; e che **sostiene solo il costo diretto della restituzione**, purché il professionista non abbia concordato di sostenerlo o **non abbia omesso di informarlo** che è a suo carico. Prevede che, nei contratti fuori dei locali commerciali in cui i beni sono stati consegnati al domicilio al momento della conclusione, **il professionista ritiri i beni a sue spese quando per loro natura non possono essere normalmente restituiti a mezzo posta**. Stabilisce che **il consumatore è responsabile unicamente della diminuzione del valore risultante da una manipolazione diversa da quella necessaria per stabilire la natura, le caratteristiche e il funzionamento dei beni**, e che **non è in alcun caso responsabile della diminuzione di valore se il professionista ha omesso di informarlo del diritto di recesso**. Prevede il pagamento di un importo proporzionale quando il consumatore abbia chiesto l'inizio anticipato della prestazione, e stabilisce i casi in cui **non sostiene alcun costo**. Chiude affermando che, salvo quanto previsto, **l'esercizio del recesso non comporta alcuna responsabilità per il consumatore**.
Cosa significa
Il comma 2 è la regola che risolve la discussione più frequente sui resi: **si può esaminare il bene come si farebbe in negozio.** Aprire la scatola, provarlo, accenderlo, verificare che funzioni non è un uso che riduce il diritto — è esattamente ciò che la legge consente. La responsabilità scatta solo per la manipolazione **eccedente** quel controllo: l'oggetto usato per giorni, montato stabilmente, danneggiato. Chi rifiuta un reso perché «la confezione è stata aperta» sta applicando una regola che la legge non prevede. La seconda parte del comma 2 è ancora più netta: **se non era stata data l'informazione sul recesso, la responsabilità per la diminuzione di valore non c'è affatto**, qualunque uso sia stato fatto. È il secondo colpo dell'articolo 53, e insieme rendono l'omissione informativa molto costosa. Sui **costi di restituzione** vale la stessa logica: sono a carico del consumatore, ma **solo se glielo si era detto prima** — altrimenti li paga il venditore. E per i beni ingombranti consegnati a casa in una vendita porta a porta, che non si possono spedire per posta, **il ritiro è a spese del professionista**.
A chi si applica
A chi ha esercitato il diritto di recesso e deve restituire il bene.
Quando si applica
Dalla comunicazione della decisione di recedere.
Quando non si applica
Non vi è responsabilità per la diminuzione di valore quando il professionista ha omesso di informare del diritto di recesso; e non vi sono costi a carico del consumatore nei casi elencati al comma 4.
Cosa puoi fare
Provare il bene per verificarne natura, caratteristiche e funzionamento: è consentito e non fa perdere nulla. Se le spese di reso non erano state dichiarate prima dell'acquisto, contestarne l'addebito.
Cosa devi fare
Rispedire entro quattordici giorni dalla comunicazione del recesso e conservare la ricevuta di spedizione: serve sia per il termine sia per sbloccare il rimborso ai sensi dell'articolo 56.
Termini
Quattordici giorni dalla comunicazione del recesso per rispedire i beni; il termine è rispettato se la spedizione avviene entro quel giorno.
Attenzione
Il confine fra il controllo consentito e la manipolazione eccedente si valuta caso per caso, tenendo conto del tipo di bene. Questa scheda descrive il criterio, non stabilisce se in una singola vicenda il bene sia stato usato oltre il consentito.
Scheda redazionale. Non è il testo della legge: se sembra dire qualcosa di diverso dal riquadro qui sopra, fa fede il testo della legge — e va segnalato.