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Modulo 13 di 18 · Nel discorso pubblico
«È già legge?»
Annuncio, approvazione, entrata in vigore: tre momenti diversi
Di che si tratta
Fra il momento in cui una misura viene annunciata e quello in cui obbliga qualcuno passano diversi passaggi, e ciascuno può fermarla o cambiarla. Nel racconto pubblico si sovrappongono di continuo, e la domanda giusta è sempre la stessa: pubblicata in Gazzetta Ufficiale quando?
I momenti da distinguere: l'annuncio o la presentazione di un disegno di legge; l'approvazione da parte di *una* Camera; l'approvazione definitiva da parte di entrambe nello stesso testo; la promulgazione; la pubblicazione; l'entrata in vigore, che di regola avviene il quindicesimo giorno dopo la pubblicazione.
C'è un caso a parte, ed è quello che genera più confusione: il decreto-legge entra in vigore subito, ma deve essere convertito entro sessanta giorni, altrimenti perde efficacia fin dall'inizio. Nel frattempo il testo viene quasi sempre modificato: la versione che resta in vigore è quella della legge di conversione, non quella del primo giorno.
Un esempio
Un titolo annuncia: «Da oggi obbligatorio il nuovo adempimento per tutte le imprese». Verificando si scopre che il testo è stato approvato da un solo ramo del Parlamento, e l'obbligo decorrerebbe da un decreto attuativo ancora da adottare. Chi ha scritto il titolo non ha inventato la misura: ha saltato tre stazioni. Un'impresa che si adeguasse subito starebbe rispettando una regola che non esiste ancora, e che potrebbe cambiare in aula.
Il controesempio
Un caso in cui sembra la stessa cosa e invece il ragionamento tiene. Serve a non trasformare uno strumento di verifica in un sospetto automatico.
Non tutto ciò che non è ancora in vigore è irrilevante. Un disegno di legge in discussione è il momento in cui una norma si può ancora influenzare: dopo, si può solo subirla o impugnarla. Seguire un testo in itinere è utilissimo — a condizione di sapere che si sta guardando una proposta, non una regola.
Prova tu
Ti dicono: «Il decreto è stato approvato, quindi da domani vale». Quali quattro verifiche fai?
Mostra la soluzione ragionata
1. Che atto è. Decreto-legge, decreto legislativo, decreto ministeriale, regolamento: hanno percorsi ed effetti diversi. «Decreto» da solo non dice quasi nulla. 2. Approvato da chi. Il Consiglio dei ministri approva uno schema; per i decreti legislativi seguono pareri e un secondo passaggio; per i disegni di legge servono entrambe le Camere sullo stesso testo. 3. Pubblicato quando. Senza pubblicazione in Gazzetta Ufficiale non c'è vigenza. È il dato decisivo e si trova in un secondo. 4. Servono atti attuativi. Molte norme rinviano a decreti successivi per la parte operativa: finché non ci sono, l'obbligo pratico non esiste. È una delle ragioni più comuni per cui una legge «c'è» ma non produce effetti.
Se si tratta di un decreto-legge, aggiungi una quinta verifica: è stato convertito? Sono passati sessanta giorni? E il testo convertito è uguale a quello iniziale?