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CITTADINOINFORMATO

Modulo 10 di 18 · Le trappole del ragionamento

L'appello all'autorità, e quando invece è legittimo

Fidarsi degli esperti è ragionevole; usarli come clava non lo è

Di che si tratta

«Lo dice un esperto» non è di per sé una fallacia. In una società complessa nessuno può verificare tutto di persona, e affidarsi a chi sa è razionale. Diventa un problema in casi precisi: quando l'esperto parla fuori dal proprio campo, quando è isolato rispetto a un consenso ampio senza portare elementi nuovi, quando ha un interesse nella materia, o quando l'autorità viene usata per chiudere la discussione invece che per informarla.

Il rovescio è altrettanto diffuso e più insidioso: rifiutare qualunque competenza perché «gli esperti sbagliano». Sbagliano, e questo è già il motivo per cui esistono revisione, replica e confronto.

La domanda utile non è «chi lo dice» ma: su quali dati, con quale metodo, e chi la pensa diversamente e perché.

Un esempio

In una discussione su un'opera pubblica viene citata la relazione di un professionista come prova definitiva della sostenibilità economica. La relazione esiste ed è una fonte reale. Ma è stata redatta su incarico del proponente, si basa su previsioni di utilizzo che non sono verificate, e non è stata sottoposta a contraddittorio. Non è priva di valore: è una posizione tecnica, e come tale va letta insieme alle altre, non al posto delle altre.

Il controesempio

Un caso in cui sembra la stessa cosa e invece il ragionamento tiene. Serve a non trasformare uno strumento di verifica in un sospetto automatico.

Quando un'autorità pubblica esercita una competenza che la legge le attribuisce, il richiamo non è un appello all'autorità: è l'indicazione della fonte. Se il Garante per la protezione dei dati adotta un provvedimento su un trattamento, quel provvedimento produce effetti giuridici indipendentemente da quanto sia convincente. Distinguere l'autorità epistemica (chi sa) dall'autorità giuridica (chi decide) evita metà dei malintesi.

Prova tu

«Il progetto è stato validato da un ente terzo certificato, quindi le obiezioni sono infondate.» Quali domande poni, senza mettere in dubbio la competenza dell'ente?

Mostra la soluzione ragionata

Cosa è stato validato, esattamente? Una validazione ha un oggetto e un perimetro scritti. Spesso riguarda la conformità tecnica di una parte, non la scelta complessiva. Su quali dati di ingresso? Se le previsioni di utilizzo o i costi sono stati forniti dal proponente, la validazione dice che i conti sono corretti *dati quei numeri*, non che quei numeri siano giusti. Chi ha conferito l'incarico e con quale rapporto? Non per insinuare: perché è un'informazione che si dichiara normalmente. Le obiezioni riguardano ciò che è stato validato? Se le obiezioni sono sull'opportunità e la validazione è sulla tecnica, non si toccano nemmeno: entrambe possono avere ragione. Dove si legge il documento? Se una validazione viene citata a sostegno di una decisione pubblica, il documento è un atto del procedimento e si può chiedere.

Da tenere presente. Chiedere il metodo non è mancanza di rispetto verso chi sa. È il modo in cui la competenza si distingue dall'autorevolezza.

Dove si applica