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Modulo 9 di 18 · Le trappole del ragionamento
Il falso dilemma
«O così o niente» quasi sempre nasconde una terza strada
Di che si tratta
Il falso dilemma presenta due opzioni come se fossero le uniche, quando non lo sono. È efficace perché sposta la discussione dal merito alla scelta fra due mali, e chi rifiuta entrambi sembra non avere una posizione.
Nel discorso pubblico compare in due varianti: «o questo provvedimento o il caos» e «o accetti tutto o sei contro». Entrambe funzionano nascondendo lo spazio intermedio, che è quasi sempre dove stanno le soluzioni praticabili.
Il modo di scioglierlo non è dire «è un falso dilemma»: è nominare la terza opzione. Finché resta senza nome non esiste nella discussione.
Un esempio
«O si approva il progetto così com'è, o l'area resta abbandonata per altri vent'anni.» Le opzioni reali sono di più: approvarlo con modifiche, approvarlo per stralci, rifarne una parte, approvarlo con prescrizioni e verifiche. Il dilemma serve a rendere ogni obiezione equivalente a un rifiuto, e a spostare su chi obietta la responsabilità dell'abbandono.
Il controesempio
Un caso in cui sembra la stessa cosa e invece il ragionamento tiene. Serve a non trasformare uno strumento di verifica in un sospetto automatico.
Alcuni dilemmi sono veri, e trattarli come falsi è a sua volta un errore. Se un termine di legge scade fra dieci giorni, «impugnare o non impugnare» è una scelta reale a due opzioni: non esiste una terza via intermedia, e l'inazione è una delle due, non una sospensione del giudizio. Prima di cercare la terza strada conviene chiedersi se esiste davvero.
Prova tu
«O tagliamo i servizi o alziamo le tasse.» Come si verifica se è un dilemma vero?
Mostra la soluzione ragionata
Cerca il vincolo che lo renderebbe vero. Il bilancio deve chiudere in equilibrio: questo è un vincolo reale. Ma da lì non segue che esistano solo due leve. Elenca le altre leve. Riduzione di spese diverse dai servizi; recupero dell'evasione dei tributi locali; riscossione dei residui attivi già accertati e mai incassati; trasferimenti e fondi a cui l'ente può accedere; rinegoziazione del debito; revisione di affidamenti in corso. Verifica sui documenti, non sulle dichiarazioni. Il bilancio e il rendiconto dicono quanto pesa ciascuna voce e quanti sono i residui. È lì che si vede se le altre leve sono davvero esaurite o solo non praticate. Conclusione onesta possibile: dopo la verifica il dilemma potrebbe risultare quasi vero, e allora la discussione si sposta su quale delle due strade e in che misura. Ma ci si arriva con i numeri, non con la formula.