Testo normativo
Art. 9
D.Lgs. 150/2011 — Riduzione dei riti civili
Dell'opposizione ai provvedimenti di recupero
di aiuti di Stato
1. Ove non diversamente disposto dal presente articolo, le controversie in materia di recupero degli aiuti di Stato previste dall'articolo 1 del decreto-legge 8 aprile 2008, n. 59, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2008, n. 101, sono regolate dalle disposizioni contenute nell'articolo 6 del presente decreto, in quanto compatibili, ad eccezione dei commi 2, 3, 4, 5, 9 e 13.
2. Nelle controversie di cui al comma 1, in deroga a quanto previsto dall'articolo 5, e nei giudizi civili aventi ad oggetto un titolo giudiziale di pagamento conseguente a una decisione di recupero, il giudice, su richiesta di parte, può sospendere l'efficacia esecutiva del titolo amministrativo o giudiziale di pagamento se ricorrono cumulativamente le seguenti condizioni:
a) gravi motivi di illegittimità della decisione di recupero, ovvero evidente errore nella individuazione del soggetto tenuto alla restituzione dell'aiuto di Stato o evidente errore nel calcolo della somma da recuperare e nei limiti di tale errore;
b) pericolo di un pregiudizio imminente e irreparabile.
3. Quando accoglie l'istanza di sospensione per motivi attinenti alla illegittimità della decisione di recupero, il giudice provvede all'immediato rinvio pregiudiziale della questione alla Corte di giustizia dell'Unione europea, se ad essa non sia stata già deferita la questione di validità dell'atto comunitario contestato. L'istanza di sospensione non può in ogni caso essere accolta per motivi attinenti alla legittimità della decisione di recupero quando la parte istante, pur avendone facoltà perchè individuata o chiaramente individuabile, non abbia proposto impugnazione avverso la decisione di recupero ai sensi dell'articolo 263 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, e successive modificazioni, ovvero quando, avendo proposto l'impugnazione, non abbia richiesto la sospensione della decisione di recupero ai sensi dell'articolo 278 del Trattato medesimo ovvero l'abbia richiesta e la sospensione non sia stata concessa.
4. Fuori dei casi in cui è stato disposto il rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia, quando accoglie l'istanza di sospensione il giudice fissa la data dell'udienza di trattazione nel termine di trenta giorni. La causa è decisa nei successivi sessanta giorni.
5. Il presidente di sezione, in ogni grado del procedimento, vigila sul rispetto dei termini di cui al comma 4 e riferisce con relazione trimestrale, rispettivamente, al presidente del tribunale o della corte di appello per le determinazioni di competenza. Nei tribunali non divisi in sezioni le funzioni di vigilanza sono svolte direttamente dal presidente del tribunale.
Note all'art. 9:
- Si riporta il testo dell'articolo 1 del decreto-legge 8 aprile 2008, n. 59 (Disposizioni urgenti per l'attuazione di obblighi comunitari e l'esecuzione di sentenze della Corte di giustizia delle Comunità europee.) convertito con modificazioni dalla legge 6 giugno 2008, n. 101, come modificato dal presente decreto legislativo:
«Art. 1 (Disposizioni in materia di recupero di aiuti di Stato innanzi agli organi di giustizia civile) - 1. I giudizi civili concernenti gli atti e le procedure volti al recupero di aiuti di Stato in esecuzione di una decisione di recupero adottata dalla Commissione europea ai sensi dell'articolo 14 del regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio del 22 marzo 1999 sono regolati dall'articolo 9 del decreto legislativo 1° settembre 2011, n. 150.
commi 2 - 6 (abrogati).».
- Si riporta il testo degli articoli 263 e 278 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea:
«Art. 263 (ex articolo 230 del TCE)
La Corte di giustizia dell'Unione europea esercita un controllo di legittimità sugli atti legislativi, sugli atti del Consiglio, della Commissione e della Banca centrale europea che non siano raccomandazioni o pareri, nonchè sugli atti del Parlamento europeo e del Consiglio europeo destinati a produrre effetti giuridici nei confronti di terzi. Esercita inoltre un controllo di legittimità sugli atti degli organi o organismi dell'Unione destinati a produrre effetti giuridici nei confronti di terzi.
A tal fine, la Corte è competente a pronunciarsi sui ricorsi per incompetenza, violazione delle forme sostanziali, violazione dei trattati o di qualsiasi regola di diritto relativa alla loro applicazione, ovvero per sviamento di potere, proposti da uno Stato membro, dal Parlamento europeo, dal Consiglio o dalla Commissione.
La Corte è competente, alle stesse condizioni, a pronunciarsi sui ricorsi che la Corte dei conti, la Banca centrale europea ed il Comitato delle regioni propongono per salvaguardare le proprie prerogative.
Qualsiasi persona fisica o giuridica può proporre‚
alle condizioni previste al primo e secondo comma, un ricorso contro gli atti adottati nei suoi confronti o che la riguardano direttamente e individualmente, e contro gli atti regolamentari che la riguardano direttamente e che non comportano alcuna misura d'esecuzione.
Gli atti che istituiscono gli organi e organismi dell'Unione possono prevedere condizioni e modalità specifiche relative ai ricorsi proposti da persone fisiche o giuridiche contro atti di detti organi o organismi destinati a produrre effetti giuridici nei loro confronti.».
«Art. 278 (ex articolo 242 del TCE)
I ricorsi proposti alla Corte di giustizia dell'Unione europea non hanno effetto sospensivo. Tuttavia, la Corte può, quando reputi che le circostanze lo richiedano, ordinare la sospensione dell'esecuzione dell'atto impugnato.».
- Atto
- Disposizioni complementari al codice di procedura civile in materia di riduzione e semplificazione dei procedimenti civili di cognizione, ai sensi dell'articolo 54 della legge 18 giugno 2009, n. 69. (11G0192)
- Questa versione vigente dal
- 6 ottobre 2011 a oggi
- Stato dell'atto
- vigente
- Ultimo controllo
- 18 ottobre 2026
- Fonte
- Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato - Normattiva (dati.normattiva.it), CC BY 4.0
- Testo ufficiale
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Spiegazione — non è il testo di legge
Recupero di aiuti di Stato: la sospensione è più difficile, e per una ragione europea
Quando lo Stato deve riprendersi un aiuto che l'Europa ha dichiarato illegittimo, il giudice italiano può fermare il recupero solo a condizioni molto strette, perché altrimenti una decisione europea verrebbe aggirata in Italia.
Cosa dice
L'articolo stabilisce che le controversie in materia di recupero degli aiuti di Stato previste dall'articolo 1 del D.L. 59/2008 sono regolate dall'articolo 6, in quanto compatibile, con esclusione di alcuni commi. Prevede che, in deroga all'articolo 5, il giudice possa sospendere l'efficacia esecutiva del titolo di pagamento **solo se ricorrono cumulativamente** gravi motivi di illegittimità della decisione di recupero — ovvero evidente errore nell'individuazione del soggetto tenuto alla restituzione o nel calcolo della somma — **e** pericolo di un pregiudizio imminente e irreparabile. Stabilisce che, quando accoglie la sospensione per illegittimità della decisione di recupero, il giudice rinvii immediatamente la questione alla Corte di giustizia dell'Unione europea, e che la sospensione non possa essere accolta per tali motivi se la parte, pur potendolo, non ha impugnato la decisione di recupero davanti al giudice europeo o non ne ha chiesto la sospensione. Fissa inoltre termini stretti per la trattazione e la decisione e prevede la vigilanza del presidente di sezione sul loro rispetto.
Cosa significa
Materia specialistica, ma illustra bene un principio che vale oltre il proprio ambito: **quando una decisione viene dall'Unione europea, il giudice italiano non può neutralizzarla sospendendone gli effetti.** Se lo Stato deve recuperare un aiuto dichiarato illegittimo dalla Commissione, una sospensione facile davanti al giudice nazionale svuoterebbe la decisione europea. Da qui le tre strette: le condizioni per sospendere sono cumulative e non alternative; se il giudice sospende per illegittimità della decisione europea deve rinviare subito la questione alla Corte di giustizia, perché su quella validità decide lei e non lui; e chi poteva impugnare la decisione a Lussemburgo e non l'ha fatto non può recuperare quella contestazione davanti al giudice italiano. È il contrario dell'articolo 5, ed è dichiarato: «in deroga a quanto previsto dall'articolo 5».
A chi si applica
A imprese e soggetti destinatari di un provvedimento di recupero di aiuti di Stato.
Quando si applica
Nel giudizio di opposizione al recupero e nei giudizi civili aventi ad oggetto un titolo di pagamento conseguente a una decisione di recupero.
Cosa puoi fare
Verificare per tempo se la decisione europea di recupero era impugnabile davanti al Tribunale dell'Unione europea: non averlo fatto preclude alcune contestazioni davanti al giudice italiano.
Attenzione
Materia tecnica in cui l'assistenza legale specializzata è di fatto necessaria. Questa scheda descrive lo schema procedurale, non i presupposti sostanziali del recupero.
Scheda redazionale. Non è il testo della legge: se sembra dire qualcosa di diverso dal riquadro qui sopra, fa fede il testo della legge — e va segnalato.