Testo normativo
Art. 29
D.Lgs. 150/2011 — Riduzione dei riti civili
Delle controversie in materia di opposizione alla stima nelle espropriazioni per pubblica utilità
1. Le controversie aventi ad oggetto l'opposizione alla stima di cui all'articolo 54 del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 327, sono regolate dal rito semplificato di cognizione, ove non diversamente disposto dal presente articolo. (12)
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2. È competente la corte di appello nel cui distretto si trova il bene espropriato.
3. L'opposizione va proposta, a pena di inammissibilità, entro il termine di trenta giorni dalla notifica del decreto di esproprio o dalla notifica della stima peritale, se quest'ultima sia successiva al decreto di esproprio. Il termine è di sessanta giorni se il ricorrente risiede all'estero.
4. Il ricorso è notificato all'autorità espropriante, al promotore dell'espropriazione e, se del caso, al beneficiario dell'espropriazione, se attore è il proprietario del bene, ovvero all'autorità espropriante e al proprietario del bene, se attore è il promotore dell'espropriazione. Il ricorso è notificato anche al concessionario dell'opera pubblica, se a questi sia stato affidato il pagamento dell'indennità.
Note di aggiornamento della fonte (6 righe)
Non fanno parte del testo dell'articolo: sono annotazioni che Normattiva accoda per segnalare le modifiche subite nel tempo.
AGGIORNAMENTO (12)
Il D.Lgs. 10 ottobre 2022, n. 149 ha disposto (con l'art. 35, comma 1) che "Le disposizioni del presente decreto, salvo che non sia diversamente disposto, hanno effetto a decorrere dal 30 giugno 2023 e si applicano ai procedimenti instaurati successivamente a tale data.
Ai procedimenti pendenti alla data del 30 giugno 2023 si applicano le disposizioni anteriormente vigenti".
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AGGIORNAMENTO (13)
Il D.Lgs. 10 ottobre 2022, n. 149, come modificato dalla L. 29 dicembre 2022, n. 197, ha disposto (con l'art. 35, comma 1) che "Le disposizioni del presente decreto, salvo che non sia diversamente disposto, hanno effetto a decorrere dal 28 febbraio 2023 e si applicano ai procedimenti instaurati successivamente a tale data. Ai procedimenti pendenti alla data del 28 febbraio 2023 si applicano le disposizioni anteriormente vigenti".
- Atto
- Disposizioni complementari al codice di procedura civile in materia di riduzione e semplificazione dei procedimenti civili di cognizione, ai sensi dell'articolo 54 della legge 18 giugno 2009, n. 69. (11G0192)
- Questa versione vigente dal
- 1 gennaio 2023 a oggi
- Stato dell'atto
- vigente
- Ultimo controllo
- 18 ottobre 2026
- Fonte
- Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato - Normattiva (dati.normattiva.it), CC BY 4.0
- Testo ufficiale
- apri su Normattiva
Spiegazione — non è il testo di legge
Indennità di esproprio troppo bassa: trenta giorni per contestarla in corte d'appello
Se ti espropriano un terreno o un immobile e l'indennità ti sembra troppo bassa, hai trenta giorni dalla notifica del decreto o della perizia per contestarla in corte d'appello. Si decide lì, in un grado solo.
Cosa dice
L'articolo stabilisce che le controversie aventi ad oggetto l'opposizione alla stima di cui all'articolo 54 del D.P.R. 327/2001 sono regolate dal rito semplificato di cognizione, salvo quanto previsto dall'articolo stesso. Prevede che sia competente **la corte di appello nel cui distretto si trova il bene espropriato**; che l'opposizione sia proposta **a pena di inammissibilità entro trenta giorni dalla notifica del decreto di esproprio o dalla notifica della stima peritale, se successiva**, sessanta se il ricorrente risiede all'estero; e che il ricorso sia notificato all'autorità espropriante, al promotore dell'espropriazione e, se del caso, al beneficiario o al proprietario, nonché al concessionario dell'opera pubblica a cui sia stato affidato il pagamento dell'indennità.
Cosa significa
L'espropriazione per pubblica utilità è legittima, ma l'indennità deve essere giusta: questo articolo dice come si contesta quando non lo è. Tre cose da tenere presenti. **Il giudice è la corte di appello, in unico grado di merito**: si comincia direttamente lì, e non c'è un appello successivo — resta il ricorso per cassazione. **Il termine è di trenta giorni ma con due dies a quo possibili**, e conta quello più favorevole nella sequenza: la notifica del decreto di esproprio, oppure la notifica della stima peritale se arriva dopo. La distinzione è importante perché nella pratica il decreto e la stima spesso non arrivano insieme. **La notifica del ricorso va fatta a più soggetti**, e l'elenco del comma 4 non è formale: se il pagamento è stato affidato al concessionario dell'opera pubblica, va notificato anche a lui, altrimenti la sentenza non è utilmente opponibile a chi deve pagare.
A chi si applica
Al proprietario del bene espropriato e al promotore dell'espropriazione.
Quando si applica
Dalla notifica del decreto di esproprio o della stima peritale.
Cosa puoi fare
Verificare quale fra decreto di esproprio e stima peritale sia stato notificato per ultimo: il termine decorre da quello. Notificare il ricorso a tutti i soggetti indicati, concessionario compreso.
Termini
Trenta giorni dalla notifica del decreto di esproprio o della stima peritale se successiva, a pena di inammissibilità. Sessanta giorni per chi risiede all'estero.
Attenzione
Si tratta di un unico grado di merito davanti alla corte di appello. I criteri di determinazione dell'indennità stanno nel testo unico sulle espropriazioni, D.P.R. 327/2001, che questo sito non ha in archivio: questa scheda descrive come si contesta la stima, non come si calcola.
Scheda redazionale. Non è il testo della legge: se sembra dire qualcosa di diverso dal riquadro qui sopra, fa fede il testo della legge — e va segnalato.