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Testo normativo
Art. 43
Costituzione
A fini di utilità generale la legge può riservare originariamente o trasferire, mediante espropriazione e salvo indennizzo, allo Stato, ad enti pubblici o a comunità di lavoratori o di utenti determinate imprese o categorie di imprese, che si riferiscano a servizi pubblici essenziali o a fonti di energia o a situazioni di monopolio ed abbiano carattere di preminente interesse generale.
- Atto
- Costituzione della Repubblica Italiana
- Questa versione vigente dal
- 1 gennaio 1948 a oggi
- Stato dell'atto
- vigente
- Ultimo controllo
- 6 settembre 2026
- Fonte
- Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato - Normattiva (dati.normattiva.it), CC BY 4.0
- Testo ufficiale
- apri su Normattiva
Spiegazione — non è il testo di legge
Quando lo Stato può riservare a sé un'impresa
Con una legge, e pagando un indennizzo, lo Stato può riservare a sé alcune imprese: solo quelle che riguardano servizi pubblici essenziali, energia o monopoli. È successo con l'energia elettrica nel 1962, poi quasi mai più.
Cosa dice
L'articolo stabilisce che a fini di utilità generale la legge può riservare originariamente o trasferire, mediante espropriazione e salvo indennizzo, allo Stato, a enti pubblici o a comunità di lavoratori o di utenti, determinate imprese o categorie di imprese che si riferiscano a servizi pubblici essenziali, a fonti di energia o a situazioni di monopolio e abbiano carattere di preminente interesse generale.
Cosa significa
È l'articolo delle nazionalizzazioni, e va letto sapendo che descrive un potere **usato pochissimo** e oggi fortemente limitato dall'esterno. Le condizioni sono cumulative e strette: serve una **legge**, un fine di **utilità generale**, un **indennizzo**, e l'impresa deve rientrare in una delle tre categorie indicate — servizi pubblici essenziali, fonti di energia, situazioni di monopolio — con carattere di preminente interesse generale. Non basta che un'attività sia importante. «Riservare **originariamente**» significa stabilire per legge che una certa attività spetti solo a soggetti pubblici; «trasferire» significa prendere imprese già esistenti, e in quel caso serve l'indennizzo. L'applicazione più nota è la nazionalizzazione dell'energia elettrica del 1962, che creò l'Enel. Da allora la direzione si è invertita: dagli anni Novanta le privatizzazioni hanno restituito al mercato quasi tutto, e il diritto dell'Unione europea in materia di concorrenza e aiuti di Stato restringe oggi lo spazio di manovra molto al di sotto di quello che il testo del 1947 immaginava. La menzione delle «comunità di lavoratori o di utenti» è la traccia di un'idea del dopoguerra — l'impresa gestita da chi ci lavora o da chi ne usa i servizi — che non ha avuto seguito.
A chi si applica
Riguarda il legislatore e le imprese dei settori indicati.
Quando non si applica
Non consente esproprio di imprese fuori dai tre casi elencati, né senza legge o senza indennizzo.
Cosa puoi fare
Per capire chi gestisce oggi un servizio pubblico nel proprio territorio — acqua, rifiuti, trasporto — la fonte non è questo articolo ma il contratto di servizio del Comune o dell'ente d'ambito, che è un atto pubblico consultabile in Amministrazione trasparente.
Attenzione
«Nazionalizzare» viene usato nel dibattito come sinonimo di «lo Stato compra»: qui è una cosa diversa e più stretta, con presupposti scritti e un indennizzo dovuto.
Scheda redazionale. Non è il testo della legge: se sembra dire qualcosa di diverso dal riquadro qui sopra, fa fede il testo della legge — e va segnalato.