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Testo normativo
Art. 37
Costituzione
La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. Le condizioni di lavoro devono consentire l'adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione.
La legge stabilisce il limite minimo di età per il lavoro salariato.
La Repubblica tutela il lavoro dei minori con speciali norme e garantisce ad essi, a parità di lavoro, il diritto alla parità di retribuzione.
- Atto
- Costituzione della Repubblica Italiana
- Questa versione vigente dal
- 1 gennaio 1948 a oggi
- Stato dell'atto
- vigente
- Ultimo controllo
- 6 settembre 2026
- Fonte
- Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato - Normattiva (dati.normattiva.it), CC BY 4.0
- Testo ufficiale
- apri su Normattiva
Spiegazione — non è il testo di legge
Parità di retribuzione fra donne e uomini, e tutela del lavoro dei minori
A parità di lavoro, una donna deve essere pagata come un uomo. I minori possono lavorare solo dall'età fissata dalla legge, con protezioni speciali e stessa paga a parità di lavoro.
Cosa dice
L'articolo stabilisce che la donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore; che le condizioni di lavoro devono consentire l'adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione; che la legge stabilisce il limite minimo di età per il lavoro salariato; e che la Repubblica tutela il lavoro dei minori con speciali norme, garantendo a parità di lavoro la parità di retribuzione.
Cosa significa
Il primo comma contiene una regola immediatamente operativa e una formula datata, e vanno separate. La **regola**: a parità di lavoro, stessa retribuzione. Non è un principio programmatico, è direttamente applicabile e da decenni fonda cause di lavoro vinte. Oggi è affiancata da una legislazione più ampia — il codice delle pari opportunità e le norme sulla certificazione della parità di genere — e dal diritto dell'Unione europea, che sul punto è particolarmente incisivo. La **formula datata**: «essenziale funzione familiare». Scritta nel 1947, rifletteva un modello in cui la cura era compito della donna. La Corte costituzionale l'ha progressivamente neutralizzata, estendendo al padre tutele nate per la madre e leggendo il comma come tutela della genitorialità e non come assegnazione di un ruolo. La legislazione ha seguito: congedi parentali fruibili da entrambi, congedo di paternità obbligatorio. Il testo è rimasto, il significato applicato è cambiato. Il terzo e quarto comma riguardano i **minori**: la legge fissa l'età minima — oggi legata all'assolvimento dell'obbligo di istruzione e comunque non inferiore a sedici anni, con regole speciali per attività culturali e sportive — e impone parità di retribuzione anche a loro, con norme protettive su orari, mansioni e riposi.
A chi si applica
A tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori minori di età.
Quando non si applica
La parità retributiva riguarda il lavoro di pari valore. Differenze fondate su mansioni, anzianità o produttività effettivamente diverse non sono di per sé discriminatorie.
Cosa puoi fare
Contro una discriminazione retributiva o di carriera si può agire in giudizio con un procedimento speciale, e la legge alleggerisce l'onere della prova: chi lamenta la discriminazione deve fornire elementi precisi e concordanti, poi tocca al datore dimostrare che non c'è stata. Esiste anche la figura della Consigliera di parità, provinciale e regionale, che può assistere e agire. I sindacati sono l'altro canale.
Attenzione
Il divario retributivo di genere in Italia non deriva soprattutto da paghe diverse per la stessa mansione, ma da segregazione occupazionale, part-time involontario e interruzioni di carriera. Leggere l'articolo 37 come già risolutivo del problema è un errore di lettura dei dati.
Scheda redazionale. Non è il testo della legge: se sembra dire qualcosa di diverso dal riquadro qui sopra, fa fede il testo della legge — e va segnalato.