Testo normativo
Principio generale di trasparenza
D.Lgs. 33/2013 — Trasparenza e accesso civico
La trasparenza e' intesa come accessibilita' totale dei dati e documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni, allo scopo di tutelare i diritti dei cittadini, promuovere la partecipazione degli interessati all'attivita' amministrativa e favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull'utilizzo delle risorse pubbliche.
La trasparenza, nel rispetto delle disposizioni in materia di segreto di Stato, di segreto d'ufficio, di segreto statistico e di protezione dei dati personali, concorre ad attuare il principio democratico e i principi costituzionali di eguaglianza, di imparzialita', buon andamento, responsabilita', efficacia ed efficienza nell'utilizzo di risorse pubbliche, integrita' e lealta' nel servizio alla nazione. Essa e' condizione di garanzia delle liberta' individuali e collettive, nonche' dei diritti civili, politici e sociali, integra il diritto ad una buona amministrazione e concorre alla realizzazione di una amministrazione aperta, al servizio del cittadino.
Le disposizioni del presente decreto, nonche' le norme di attuazione adottate ai sensi dell'articolo 48, integrano l'individuazione del livello essenziale delle prestazioni erogate dalle amministrazioni pubbliche a fini di trasparenza, prevenzione, contrasto della corruzione e della cattiva amministrazione, a norma dell'articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione e costituiscono altresi' esercizio della funzione di coordinamento informativo statistico e informatico dei dati dell'amministrazione statale, regionale e locale, di cui all'articolo 117, secondo comma, lettera r), della Costituzione.
Ogni riquadro è il testo in vigore in quel periodo. Vengono dalle collezioni multivigenti pubblicate da Normattiva.
- Atto
- Riordino della disciplina riguardante il diritto di accesso civico e gli obblighi di pubblicita', trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni. (13G00076)
- Questa versione vigente dal
- 23 giugno 2016 a oggi
- Stato dell'atto
- vigente
- Ultimo controllo
- 22 settembre 2026
- Fonte
- Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato - Normattiva (dati.normattiva.it), CC BY 4.0
- Testo ufficiale
- apri su Normattiva
Spiegazione — non è il testo di legge
Da dove nasce il decreto trasparenza
Il decreto sulla trasparenza nasce dalla legge anticorruzione: l'idea è che quello che si vede è più difficile da fare male. E fin dall'inizio si pone il problema di come conciliarlo con la privacy delle persone.
Cosa dice
La parte iniziale del provvedimento richiama le norme su cui il decreto si fonda: gli articoli 2, 3 secondo comma, 76, 87, 97, 113 e 117 della Costituzione; la legge del 2012 sulla prevenzione e repressione della corruzione, che contiene la delega; la legge 241/1990 sul procedimento amministrativo e sull'accesso ai documenti; il Codice dell'amministrazione digitale; la disciplina sull'ottimizzazione del lavoro pubblico; il Codice in materia di protezione dei dati personali. Considera inoltre che le disposizioni sulla trasparenza nell'uso delle risorse pubbliche già introdotte nel 2012 costituiscono principio fondamentale della materia.
Cosa significa
Le premesse di un decreto legislativo si saltano quasi sempre, e in questo caso dicono qualcosa che vale la pena leggere: il decreto trasparenza nasce da una legge **anticorruzione**. Non è una norma sull'efficienza né sull'informazione: è uno strumento di prevenzione, costruito sull'idea che rendere visibile l'attività pubblica renda più difficile abusarne. I richiami costituzionali confermano la direzione — l'articolo 97 sul buon andamento e l'imparzialità, l'articolo 3 secondo comma sul dovere di rimuovere gli ostacoli, l'articolo 113 sulla tutela giurisdizionale contro gli atti della pubblica amministrazione. E il richiamo al Codice privacy segnala fin dall'inizio la tensione che percorre tutto il decreto: la trasparenza si esercita su dati che spesso riguardano persone, e i due interessi vanno bilanciati, non uno sacrificato all'altro.
A chi si applica
Riguarda l'intero decreto; nessun effetto operativo diretto.
Quando si applica
Come chiave di lettura dell'intero provvedimento.
Attenzione
Le premesse non attribuiscono diritti e non si citano in un procedimento: servono a capire perché il decreto è scritto come è scritto.
Scheda redazionale. Non è il testo della legge: se sembra dire qualcosa di diverso dal riquadro qui sopra, fa fede il testo della legge — e va segnalato.