Testo normativo
Art. 28
L. 241/1990 - Procedimento amministrativo
L'articolo 15 del testo unico delle disposizioni concernenti lo statuto degli impiegati civili dello Stato, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3, e' sostituito dal seguente; "Art. 15. - (Segreto d'ufficio). - 1. L'impiegato deve mantenere il segreto d'ufficio. Non puo' trasmettere a chi non ne abbia diritto informazioni riguardanti provvedimenti od operazioni amministrative, in corso o concluse, ovvero notizie di cui sia venuto a conoscenza a causa delle sue funzioni, al di fuori delle ipotesi e delle modalita' previste dalle norme sul diritto di accesso. Nell'ambito delle proprie attribuzioni, l'impiegato preposto ad un ufficio rilascia copie ed estratti di atti e documenti di ufficio nei casi non vietati dall'ordinamento".
- Atto
- Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi.
- Questa versione vigente dal
- 2 settembre 1990 a oggi
- Stato dell'atto
- vigente
- Ultimo controllo
- 6 settembre 2026
- Fonte
- Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato - Normattiva (dati.normattiva.it), CC BY 4.0
- Testo ufficiale
- apri su Normattiva
Spiegazione — non è il testo di legge
Il segreto d'ufficio ridisegnato attorno al diritto di accesso
Un impiegato pubblico deve tenere il segreto verso chi non ha diritto di sapere, ma verso chi ne ha diritto deve rilasciare i documenti. Non gli serve un permesso per darti una copia: servirebbe un divieto per negartela.
Cosa dice
L'articolo sostituisce l'articolo 15 del testo unico sullo statuto degli impiegati civili dello Stato, stabilendo che l'impiegato deve mantenere il segreto d'ufficio e non può trasmettere a chi non ne abbia diritto informazioni riguardanti provvedimenti od operazioni amministrative, in corso o concluse, né notizie apprese a causa delle sue funzioni, al di fuori delle ipotesi e delle modalità previste dalle norme sul diritto di accesso. Prevede che, nell'ambito delle proprie attribuzioni, l'impiegato preposto a un ufficio rilasci copie ed estratti di atti e documenti d'ufficio nei casi non vietati dall'ordinamento.
Cosa significa
È un articolo che modifica un'altra legge, e per questo passa inosservato — ma il suo effetto è di sistema. Prima del 1990 il segreto d'ufficio era la regola e la conoscenza l'eccezione; questo articolo lo riscrive attorno al diritto di accesso, e il rapporto si rovescia: il funzionario deve il segreto verso chi **non ne ha diritto**, mentre verso chi ne ha diritto rilascia. La seconda parte è ancora più netta: il dipendente preposto a un ufficio rilascia copie ed estratti nei casi non vietati dall'ordinamento. Serve un divieto per non dare, non serve un'autorizzazione per dare. È l'aggancio normativo utile quando un impiegato risponde che non può rilasciare un documento «senza autorizzazione»: la regola è l'opposto.
A chi si applica
Ai dipendenti pubblici; indirettamente a chi chiede copie o estratti di atti d'ufficio.
Quando si applica
In ogni rapporto con gli uffici.
Cosa puoi fare
Se ti viene detto che serve un'autorizzazione per rilasciare una copia, chiedere per iscritto quale norma la vieti: la legge chiede un divieto, non un permesso.
Attenzione
Il segreto d'ufficio resta pienamente vigente verso chi non ha diritto di accesso, e la sua violazione ha conseguenze disciplinari e penali per il dipendente. Questo articolo ne ridisegna il confine, non lo abolisce.
Scheda redazionale. Non è il testo della legge: se sembra dire qualcosa di diverso dal riquadro qui sopra, fa fede il testo della legge — e va segnalato.