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Testo normativo

(Revoca del provvedimento)

L. 241/1990 - Procedimento amministrativo

Confronto con la versione precedente (6 giugno 2012):testo tolto testo aggiunto · torna al testo semplice

Per sopravvenuti motivi di pubblico interesse ovvero nel caso di mutamento della situazione di fatto non prevedibile al momento dell'adozione del provvedimento o, salvo che per i provvedimenti di autorizzazione o di attribuzione di vantaggi economici, di nuova valutazione dell'interesse pubblico originario, il provvedimento amministrativo ad efficacia durevole puo' essere revocato da parte dell'organo che lo ha emanato ovvero da altro organo previsto dalla legge. La revoca determina la inidoneita' del provvedimento revocato a produrre ulteriori effetti. Se la revoca comporta pregiudizi in danno dei soggetti direttamente interessati, l'amministrazione ha l'obbligo di provvedere al loro indennizzo. PERIODO ABROGATO DAL D.LGS. 2 LUGLIO 2010, N. 104.

Ove la revoca di un atto amministrativo ad efficacia durevole o istantanea incida su rapporti negoziali, l'indennizzo liquidato dall'amministrazione agli interessati e' parametrato al solo danno emergente e tiene conto sia dell'eventuale conoscenza o conoscibilita' da parte dei contraenti della contrarieta' dell'atto amministrativo oggetto di revoca all'interesse pubblico, sia dell'eventuale concorso dei contraenti o di altri soggetti all'erronea valutazione della compatibilita' di tale atto con l'interesse pubblico.

COMMA ABROGATO DAL D.L. 9 FEBBRAIO 2012, N. 5, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 4 APRILE 2012, N. 35.

Cronologia di questo articolo — 6 versioni

Ogni riquadro è il testo in vigore in quel periodo. Vengono dalle collezioni multivigenti pubblicate da Normattiva.

Da dove viene questo testo
Atto
Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi.
Questa versione vigente dal
12 novembre 2014 a oggi
Stato dell'atto
vigente
Ultimo controllo
6 settembre 2026
Fonte
Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato - Normattiva (dati.normattiva.it), CC BY 4.0
Testo ufficiale
apri su Normattiva

Spiegazione — non è il testo di legge

La revoca guarda avanti, e va indennizzata

In parole semplici

La revoca riguarda un atto giusto che non conviene più: vale da qui in avanti, non cancella il passato. E se ti crea un danno, l'amministrazione deve indennizzarti. Un'autorizzazione o un contributo non si possono revocare solo perché hanno cambiato idea.

Cosa dice

L'articolo stabilisce che, per sopravvenuti motivi di pubblico interesse, per un mutamento della situazione di fatto non prevedibile al momento dell'adozione o — salvo che per i provvedimenti di autorizzazione o di attribuzione di vantaggi economici — per una nuova valutazione dell'interesse pubblico originario, il provvedimento amministrativo a efficacia durevole possa essere revocato dall'organo che lo ha emanato o da altro organo previsto dalla legge. Prevede che la revoca determini l'inidoneità del provvedimento revocato a produrre ulteriori effetti, e che, se comporta pregiudizi per i soggetti direttamente interessati, l'amministrazione abbia l'obbligo di provvedere al loro indennizzo. Stabilisce infine che, quando la revoca incide su rapporti negoziali, l'indennizzo sia parametrato al solo danno emergente e tenga conto della conoscenza o conoscibilità da parte dei contraenti della contrarietà dell'atto all'interesse pubblico e dell'eventuale loro concorso all'erronea valutazione.

Cosa significa

Revoca e annullamento sono le due facce dell'autotutela e confonderle porta fuori strada. L'annullamento riguarda un atto **illegittimo** e cancella gli effetti già prodotti; la revoca riguarda un atto **legittimo** che non è più opportuno, e guarda solo in avanti: ciò che è stato resta, ciò che sarebbe venuto no. Da qui il diritto all'indennizzo, che nell'annullamento non c'è: chi subisce la revoca non ha sbagliato nulla, e non è giusto che ne sopporti il costo da solo. Due limiti proteggono le posizioni più esposte. La semplice rivalutazione dell'interesse pubblico originario — cioè il cambiare idea senza fatti nuovi — non basta per revocare autorizzazioni e vantaggi economici. E l'indennizzo sui rapporti negoziali copre il solo danno emergente, non il guadagno mancato.

A chi si applica

Ai destinatari di provvedimenti amministrativi a efficacia durevole.

Quando si applica

Quando sopravvengono motivi di pubblico interesse o muta in modo imprevedibile la situazione di fatto.

Quando non si applica

La nuova valutazione dell'interesse pubblico originario non consente la revoca dei provvedimenti di autorizzazione o di attribuzione di vantaggi economici.

Cosa puoi fare

Se ricevi una revoca, verificare quale dei tre presupposti viene indicato: se si tratta di una semplice rivalutazione su un'autorizzazione o un vantaggio economico, il presupposto non è ammesso. Poi documentare i pregiudizi subiti: l'indennizzo va chiesto e quantificato, non arriva da solo.

Attenzione

L'indennizzo per revoca non è un risarcimento e non copre il lucro cessante: quantificarlo correttamente è materia tecnica, soprattutto se ci sono contratti in corso.

Scheda redazionale. Non è il testo della legge: se sembra dire qualcosa di diverso dal riquadro qui sopra, fa fede il testo della legge — e va segnalato.

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