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Testo normativo

Art. 20

L. 241/1990 - Procedimento amministrativo

Stai leggendo una versione passata, in vigore dal 11 giugno 1992 al 8 marzo 2005. Vai al testo vigente oggi.

Con regolamento adottato ai sensi del comma 2 dell'articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, da emanarsi entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge e previo parere delle competenti Commissioni parlamentari, sono determinati i casi in cui la domanda di rilascio di una autorizzazione, licenza, abilitazione, nulla osta, permesso od altro atto di consenso comunque denominato, cui sia subordinato lo svolgimento di un'attivita' privata, si considera accolta qualora non venga comunicato all'interessato il provvedimento di diniego entro il termine fissato per categorie di atti, in relazione alla complessita' del rispettivo procedimento, dal medesimo predetto regolamento. In tali casi, sussistendone le ragioni di pubblico interesse, l'amministrazione competente puo' annullare l'atto di assenso illegittimamente formato, salvo che, ove cio' sia possibile, l'interessato provveda a sanare i vizi entro il termine prefissatogli dall'amministrazione stessa.1a

Ai fini dell'adozione del regolamento di cui al comma 1, il parere delle Commissioni parlamentari e del Consiglio di Stato deve essere reso entro sessanta giorni dalla richiesta. Decorso tale termine, il Governo procede comunque all'adozione dell'atto.

Restano ferme le disposizioni attualmente vigenti che stabiliscono regole analoghe o equipollenti a quelle previste dal presente articolo.

Questo articolo è stato modificato da
Note di aggiornamento della fonte (2 righe)

Non fanno parte del testo dell'articolo: sono annotazioni che Normattiva accoda per segnalare le modifiche subite nel tempo.

AGGIORNAMENTO (1a)

Il D.P.R. 26 aprile 1992, n. 300 ha disposto: (con l'art. 3, comma 1) che il termine di cui al comma 2, del presente articolo decorre dalla data di ricevimento della denuncia o della domanda del privato. (con l'art. 3, comma 3) che "Qualora la denuncia o la domanda del privato non siano regolari o complete, l'amministrazione ne da' comunicazione al richiedente entro dieci giorni, indicando le cause di irregolarita' o di incompletezza. In questi casi, il termine di cui al comma 1 decorre dal ricevimento della denuncia o della domanda regolari". (con l'art. 3, comma 4) che "Nel caso in cui l'amministrazione non provveda alla comunicazione di cui al comma 3, il termine del procedimento decorre comunque dal ricevimento della denuncia o della domanda".

Da dove viene questo testo
Atto
Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi.
Questa versione vigente dal
11 giugno 1992 al 8 marzo 2005
Stato dell'atto
vigente
Ultimo controllo
6 settembre 2026
Fonte
Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato - Normattiva (dati.normattiva.it), CC BY 4.0
Testo ufficiale
apri su Normattiva

Spiegazione — non è il testo di legge

Silenzio assenso: quando il silenzio vale come sì

In parole semplici

In parecchi casi, se l'ufficio non ti risponde entro il termine, la tua domanda si intende accettata. Ma le eccezioni sono tante e importanti: non è una regola su cui contare a occhi chiusi.

Cosa dice

Nei procedimenti che partono da una domanda del privato, se l'amministrazione non risponde entro il termine, il silenzio equivale in molti casi ad accoglimento della domanda, senza bisogno di ulteriori istanze o diffide.

Cosa significa

È il rovesciamento della regola intuitiva. Di norma il silenzio non significa niente; qui invece la legge gli attribuisce il valore di un sì, per evitare che l'inerzia dell'ufficio blocchi l'attività del cittadino. L'amministrazione conserva però i propri poteri di controllo successivo.

Quando si applica

Vale per i procedimenti ad istanza di parte diretti a ottenere un provvedimento, quando la domanda è stata ricevuta ed è completa degli elementi indispensabili.

Quando non si applica

Non vale in una serie di materie che l'articolo stesso elenca, fra cui patrimonio culturale e paesaggistico, ambiente, difesa nazionale, pubblica sicurezza, immigrazione, asilo e cittadinanza, salute e pubblica incolumità, e nei casi in cui il diritto europeo impone un provvedimento espresso.

Attenzione

Dare per scontato che il silenzio valga come assenso è uno degli errori più costosi che si possano fare, perché le eccezioni sono molte e proprio nelle materie più delicate. Prima di agire come se avessi ottenuto un sì, la regola del tuo specifico procedimento va verificata.

Scheda redazionale. Non è il testo della legge: se sembra dire qualcosa di diverso dal riquadro qui sopra, fa fede il testo della legge — e va segnalato.

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