Testo normativo
Art. 20
L. 241/1990 - Procedimento amministrativo
Con regolamento adottato ai sensi del comma 2 dell'articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, da emanarsi entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge e previo parere delle competenti Commissioni parlamentari, sono determinati i casi in cui la domanda di rilascio di una autorizzazione, licenza, abilitazione, nulla osta, permesso od altro atto di consenso comunque denominato, cui sia subordinato lo svolgimento di un'attivita' privata, si considera accolta qualora non venga comunicato all'interessato il provvedimento di diniego entro il termine fissato per categorie di atti, in relazione alla complessita' del rispettivo procedimento, dal medesimo predetto regolamento. In tali casi, sussistendone le ragioni di pubblico interesse, l'amministrazione competente puo' annullare l'atto di assenso illegittimamente formato, salvo che, ove cio' sia possibile, l'interessato provveda a sanare i vizi entro il termine prefissatogli dall'amministrazione stessa.
Ai fini dell'adozione del regolamento di cui al comma 1, il parere delle Commissioni parlamentari e del Consiglio di Stato deve essere reso entro sessanta giorni dalla richiesta. Decorso tale termine, il Governo procede comunque all'adozione dell'atto.
Restano ferme le disposizioni attualmente vigenti che stabiliscono regole analoghe o equipollenti a quelle previste dal presente articolo.
Nota all'art. 20: - Per il comma 2 dell'art. 17 della citata legge n. 400/1988 vedi precedente nota all'art. 19.
Nota all'art. 20: - Per il comma 2 dell'art. 17 della citata legge n. 400/1988 vedi precedente nota all'art. 19.
Ogni riquadro è il testo in vigore in quel periodo. Vengono dalle collezioni multivigenti pubblicate da Normattiva.
- 2 settembre 1990fino al 11 giugno 1992
- 11 giugno 1992fino al 8 marzo 2005
- 8 marzo 2005fino al 15 maggio 2005
- 15 maggio 2005fino al 4 luglio 2009
- 4 luglio 2009fino al 6 ottobre 2010
- 6 ottobre 2010fino al 8 dicembre 2011
- 8 dicembre 2011fino al 2 febbraio 2016
- 2 febbraio 2016fino al 28 luglio 2016
- 28 luglio 2016fino al 1 giugno 2021
- 1 giugno 2021fino al 31 luglio 2021
- 31 luglio 2021fino al 20 febbraio 2026
- 20 febbraio 2026fino al 21 aprile 2026
- 21 aprile 2026in vigore oggi
- Atto
- Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi.
- Questa versione vigente dal
- 2 settembre 1990 al 11 giugno 1992
- Stato dell'atto
- vigente
- Ultimo controllo
- 6 settembre 2026
- Fonte
- Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato - Normattiva (dati.normattiva.it), CC BY 4.0
- Testo ufficiale
- apri su Normattiva
Spiegazione — non è il testo di legge
Silenzio assenso: quando il silenzio vale come sì
In parecchi casi, se l'ufficio non ti risponde entro il termine, la tua domanda si intende accettata. Ma le eccezioni sono tante e importanti: non è una regola su cui contare a occhi chiusi.
Cosa dice
Nei procedimenti che partono da una domanda del privato, se l'amministrazione non risponde entro il termine, il silenzio equivale in molti casi ad accoglimento della domanda, senza bisogno di ulteriori istanze o diffide.
Cosa significa
È il rovesciamento della regola intuitiva. Di norma il silenzio non significa niente; qui invece la legge gli attribuisce il valore di un sì, per evitare che l'inerzia dell'ufficio blocchi l'attività del cittadino. L'amministrazione conserva però i propri poteri di controllo successivo.
Quando si applica
Vale per i procedimenti ad istanza di parte diretti a ottenere un provvedimento, quando la domanda è stata ricevuta ed è completa degli elementi indispensabili.
Quando non si applica
Non vale in una serie di materie che l'articolo stesso elenca, fra cui patrimonio culturale e paesaggistico, ambiente, difesa nazionale, pubblica sicurezza, immigrazione, asilo e cittadinanza, salute e pubblica incolumità, e nei casi in cui il diritto europeo impone un provvedimento espresso.
Attenzione
Dare per scontato che il silenzio valga come assenso è uno degli errori più costosi che si possano fare, perché le eccezioni sono molte e proprio nelle materie più delicate. Prima di agire come se avessi ottenuto un sì, la regola del tuo specifico procedimento va verificata.
Scheda redazionale. Non è il testo della legge: se sembra dire qualcosa di diverso dal riquadro qui sopra, fa fede il testo della legge — e va segnalato.