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Testo normativo

Art. 101

Costituzione

La giustizia è amministrata in nome del popolo.

I giudici sono soggetti soltanto alla legge.

Da dove viene questo testo
Atto
Costituzione della Repubblica Italiana
Questa versione vigente dal
1 gennaio 1948 a oggi
Stato dell'atto
vigente
Ultimo controllo
6 settembre 2026
Fonte
Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato - Normattiva (dati.normattiva.it), CC BY 4.0
Testo ufficiale
apri su Normattiva

Spiegazione — non è il testo di legge

La giustizia è amministrata in nome del popolo; i giudici sono soggetti soltanto alla legge

In parole semplici

I giudici decidono in nome del popolo e obbediscono solo alla legge: non ricevono ordini dal Governo né dai magistrati più alti in grado. Per questo due giudici possono decidere in modo diverso, e per questo esistono gli appelli.

Cosa dice

L'articolo stabilisce che la giustizia è amministrata in nome del popolo e che i giudici sono soggetti soltanto alla legge.

Cosa significa

Due frasi che stabiliscono da dove viene la legittimazione dei giudici e a chi rispondono. «**In nome del popolo**» risolve un problema di legittimazione democratica. I giudici non sono eletti: la loro autorità non viene dal voto ma dalla legge, che è espressione della sovranità popolare. È la ragione per cui ogni sentenza italiana si apre con questa formula. «**Soggetti soltanto alla legge**» è la parte operativa, e l'avverbio è tutto. Non soggetti al Governo, non al Parlamento, non ai superiori gerarchici — perché fra i magistrati non esiste gerarchia nel giudicare: un giudice di tribunale non deve obbedire a una Corte d'appello se non nel caso specifico che gli è rinviato. Non esiste, nel diritto italiano, il vincolo del precedente come nei sistemi di *common law*: le sentenze della Cassazione hanno grande autorevolezza e funzione nomofilattica, ma non vincolano formalmente il giudice successivo. Questo produce un effetto che i cittadini incontrano concretamente: due giudici possono decidere casi simili in modo diverso, e non è di per sé un'anomalia. È il prezzo dell'indipendenza, e il motivo per cui esistono i gradi di impugnazione. L'articolo va letto insieme al 104, che rende la magistratura un ordine autonomo e indipendente, e al 107, sull'inamovibilità. Insieme costituiscono il nucleo dell'indipendenza della magistratura, uno dei temi più discussi del dibattito istituzionale italiano — sul quale esistono posizioni contrapposte legittime, che questa scheda non arbitra.

A chi si applica

A tutti i giudici e a chiunque sia parte di un processo.

Quando non si applica

L'indipendenza non significa irresponsabilità: i magistrati rispondono disciplinarmente davanti al Consiglio superiore della magistratura, e la responsabilità civile è disciplinata da una legge apposita.

Cosa puoi fare

Le sentenze sono atti pubblici. Chi è parte di un processo ha diritto a copia; molte decisioni di legittimità sono consultabili gratuitamente nelle banche dati della Cassazione. Leggere la motivazione di una sentenza che riguarda un caso simile al proprio è spesso più utile di dieci articoli di commento.

Attenzione

In Italia una sentenza non fa giurisprudenza vincolante. Chi cita «una sentenza» come se stabilisse la regola per tutti sta descrivendo un sistema diverso da quello italiano.

Scheda redazionale. Non è il testo della legge: se sembra dire qualcosa di diverso dal riquadro qui sopra, fa fede il testo della legge — e va segnalato.

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