Testo normativo
Tutela dell'integrita' patrimoniale
L. 212/2000 — Statuto del contribuente
L'obbligazione tributaria puo' essere estinta anche per compensazione. (15) 21
E' ammesso l'accollo del debito d'imposta altrui senza liberazione del contribuente originario.
Le disposizioni tributarie non possono stabilire ne' prorogare termini di prescrizione oltre il limite ordinario stabilito dal codice civile.
L'amministrazione finanziaria e' tenuta a rimborsare il costo delle fideiussioni che il contribuente ha dovuto richiedere per ottenere la sospensione del pagamento o la rateizzazione o il rimborso dei tributi. Il rimborso va effettuato quando sia stato definitivamente accertato che l'imposta non era dovuta o era dovuta in misura minore rispetto a quella accertata.
L'obbligo di conservazione di atti e documenti, stabilito a soli effetti tributari, non puo' eccedere il termine di dieci anni dalla loro emanazione o dalla loro formazione.
Con decreto del Ministro delle finanze, adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, relativo ai poteri regolamentari dei Ministri nelle materie di loro competenza, sono emanate le disposizioni di attuazione del presente articolo.
La pubblicazione e ogni informazione relative ai redditi tassati, anche previste dall'articolo 15 della legge 5 luglio 1982, n. 441, sia nelle forme previste dalla stessa legge sia da parte di altri soggetti, deve sempre comprendere l'indicazione dei redditi anche al netto delle relative imposte.
Ferme restando, in via transitoria, le disposizioni vigenti in materia di compensazione, con regolamenti emanati ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e' disciplinata l'estinzione dell'obbligazione tributaria mediante compensazione, estendendo, a decorrere dall'anno d'imposta 2002, l'applicazione di tale istituto anche a tributi per i quali attualmente non e' previsto.
Ogni riquadro è il testo in vigore in quel periodo. Vengono dalle collezioni multivigenti pubblicate da Normattiva.
Note di aggiornamento della fonte (5 righe)
Non fanno parte del testo dell'articolo: sono annotazioni che Normattiva accoda per segnalare le modifiche subite nel tempo.
AGGIORNAMENTO (15)
Il D.Lgs. 9 luglio 1997, n. 241, come modificato dal D.L. 26 ottobre 2019, n. 124, ha disposto (con l'art. 17, comma 2-quater) che "In deroga alle previsioni di cui all'articolo 8, comma 1, della legge 27 luglio 2000, n. 212, per i contribuenti a cui sia stato notificato il provvedimento di cessazione della partita IVA, ai sensi dell'articolo 35, comma 15-bis, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e' esclusa la facolta' di avvalersi, a partire dalla data di notifica del provvedimento, della compensazione dei crediti, ai sensi del comma 1 del presente articolo; detta esclusione opera a prescindere dalla tipologia e dall'importo dei crediti, anche qualora questi ultimi non siano maturati con riferimento all'attivita' esercitata con la partita IVA oggetto del provvedimento, e rimane in vigore fino a quando la partita IVA risulti cessata". Ha inoltre disposto (con l'art. 17, comma 2-quinquies) che "In deroga alle previsioni di cui all'articolo 8, comma 1, della legge 27 luglio 2000, n. 212, per i contribuenti a cui sia stato notificato il provvedimento di esclusione della partita IVA dalla banca dati dei soggetti passivi che effettuano operazioni intracomunitarie, ai sensi dell'articolo 35, comma 15-bis, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e' esclusa la facolta' di avvalersi, a partire dalla data di notifica del provvedimento, della compensazione dei crediti IVA, ai sensi del comma 1 del presente articolo; detta esclusione rimane in vigore fino a quando non siano rimosse le irregolarita' che hanno generato l'emissione del provvedimento di esclusione".
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AGGIORNAMENTO (21)
Il D.Lgs. 9 luglio 1997, n. 241, come modificato dalla L. 30 dicembre 2023, n. 213, ha disposto (con l'art. 17, comma 2-quater) che "In deroga alle previsioni di cui all'articolo 8, comma 1, della legge 27 luglio 2000, n. 212, per i contribuenti a cui sia stato notificato il provvedimento di cessazione della partita IVA, ai sensi dell'articolo 35, commi 15-bis e 15-bis.1, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e' esclusa la facolta' di avvalersi, a partire dalla data di notifica del provvedimento, della compensazione dei crediti, ai sensi del comma 1 del presente articolo; detta esclusione opera a prescindere dalla tipologia e dall'importo dei crediti, anche qualora questi ultimi non siano maturati con riferimento all'attivita' esercitata con la partita IVA oggetto del provvedimento, e rimane in vigore fino a quando la partita IVA risulti cessata".
- Atto
- Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente
- Questa versione vigente dal
- 1 gennaio 2024 al 18 gennaio 2024
- Stato dell'atto
- vigente
- Ultimo controllo
- 22 settembre 2026
- Fonte
- Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato - Normattiva (dati.normattiva.it), CC BY 4.0
- Testo ufficiale
- apri su Normattiva
Spiegazione — non è il testo di legge
Dieci anni e non oltre: quanto devi conservare i documenti
I documenti che tieni solo per il fisco vanno conservati dieci anni, non di più: dopo, non ci possono fondare nessuna pretesa. E se hai pagato una fideiussione per rateizzare e poi salta fuori che non dovevi quei soldi, il costo te lo devono rimborsare.
Cosa dice
L'articolo stabilisce che l'obbligazione tributaria può essere estinta anche per compensazione e che è ammesso l'accollo del debito d'imposta altrui senza liberazione del contribuente originario. Prevede che le disposizioni tributarie non possano stabilire né prorogare termini di prescrizione oltre il limite ordinario stabilito dal codice civile. Stabilisce che l'amministrazione finanziaria sia tenuta a rimborsare il costo delle fideiussioni che il contribuente ha dovuto richiedere per ottenere la sospensione del pagamento, la rateizzazione o il rimborso dei tributi, quando sia definitivamente accertato che l'imposta non era dovuta o era dovuta in misura minore. Prevede infine che l'obbligo di conservazione di atti e documenti, incluse le scritture contabili, stabilito a soli effetti tributari, non possa eccedere il termine di dieci anni dalla loro emanazione, formazione o utilizzazione, e che il decorso del termine precluda definitivamente all'amministrazione finanziaria la possibilità di fondare pretese su quella documentazione.
Cosa significa
L'ultimo comma è quello che cambia la vita pratica di chiunque abbia una partita IVA o un'attività: dieci anni, e non oltre. Non è solo un limite all'obbligo di conservare — è una preclusione per l'amministrazione, che dopo quel termine non può fondare pretese su quei documenti. Le due cose insieme rendono il termine davvero liberatorio: buttare via non espone. Il quarto comma è l'altro che vale la pena conoscere e che quasi nessuno usa: se hai dovuto pagare una fideiussione per ottenere una rateizzazione o una sospensione, e poi risulta che l'imposta non era dovuta, quel costo ti va rimborsato. È una spesa reale, spesso di importo non trascurabile, e il rimborso va chiesto.
A chi si applica
A tutti i contribuenti, e in particolare a chi ha obblighi di conservazione contabile.
Quando si applica
Nella gestione dell'obbligazione tributaria e degli obblighi documentali.
Cosa puoi fare
Se hai sostenuto il costo di una fideiussione e l'imposta è poi risultata non dovuta o dovuta in misura minore, presentare istanza di rimborso allegando la quietanza del costo sostenuto e il provvedimento che ha accertato il minor debito.
Termini
Dieci anni dall'emanazione, formazione o utilizzazione del documento, per l'obbligo di conservazione a soli effetti tributari.
Attenzione
Il termine decennale riguarda l'obbligo stabilito a **soli effetti tributari**: altri obblighi di conservazione — civilistici, previdenziali, contrattuali — hanno termini propri, e possono essere diversi. Prima di distruggere documenti, verificare tutti i regimi applicabili, non solo quello fiscale.
Scheda redazionale. Non è il testo della legge: se sembra dire qualcosa di diverso dal riquadro qui sopra, fa fede il testo della legge — e va segnalato.