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CITTADINOINFORMATO

Testo normativo

Chiarezza e motivazione degli atti

L. 212/2000 — Statuto del contribuente

Stai leggendo una versione passata, in vigore dal 1 agosto 2000 al 18 gennaio 2024. Vai al testo vigente oggi.

Gli atti dell'amministrazione finanziaria sono motivati secondo quanto prescritto dall'articolo 3 della legge 7 agosto 1990, n. 241, concernente la motivazione dei provvedimenti amministrativi, indicando i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione dell'amministrazione. Se nella motivazione si fa riferimento ad un altro atto, questo deve essere allegato all'atto che lo richiama.

Gli atti dell'amministrazione finanziaria e dei concessionari della riscossione devono tassativamente indicare:

l'ufficio presso il quale e' possibile ottenere informazioni complete in merito all'atto notificato o comunicato e il responsabile del procedimento;

l'organo o l'autorita' amministrativa presso i quali e' possibile promuovere un riesame anche nel merito dell'atto in sede di autotutela;

le modalita', il termine, l'organo giurisdizionale o l'autorita' amministrativa cui e' possibile ricorrere in caso di atti impugnabili.

Sul titolo esecutivo va riportato il riferimento all'eventuale precedente atto di accertamento ovvero, in mancanza, la motivazione della pretesa tributaria.

La natura tributaria dell'atto non preclude il ricorso agli organi di giustizia amministrativa, quando ne ricorrano i presupposti.

Nota all'art. 7: - Si riporta il testo dell'art. 3 della legge 7 agosto 1990, n. 241, gia' citata nella nota all'art. 6: "Art. 3. - 1. Ogni provvedimento amministrativo, compresi quelli concernenti l'organizzazione amministrativa, lo svolgimento dei pubblici concorsi ed il personale, deve essere motivato, salvo che nelle ipotesi previste dal comma 2. La motivazione deve indicare i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione dell'amministrazione, in relazione alle risultanze dell'istruttoria. 2. La motivazione non e' richiesta per gli atti normativi e per quelli a contenuto generale. 3. Se le ragioni della decisione risultano da altro atto dell'amministrazione richiamato dalla decisione stessa, insieme alla comunicazione di quest'ultima deve essere indicato e reso disponibile, a norma della presente legge, anche l'atto cui essa si richiama. 4. In ogni atto notificato al destinatario devono essere indicati il termine e l'autorita' cui e' possibile ricorrere".

Nota all'art. 7: - Si riporta il testo dell'art. 3 della legge 7 agosto 1990, n. 241, gia' citata nella nota all'art. 6: "Art. 3. - 1. Ogni provvedimento amministrativo, compresi quelli concernenti l'organizzazione amministrativa, lo svolgimento dei pubblici concorsi ed il personale, deve essere motivato, salvo che nelle ipotesi previste dal comma 2. La motivazione deve indicare i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione dell'amministrazione, in relazione alle risultanze dell'istruttoria. 2. La motivazione non e' richiesta per gli atti normativi e per quelli a contenuto generale. 3. Se le ragioni della decisione risultano da altro atto dell'amministrazione richiamato dalla decisione stessa, insieme alla comunicazione di quest'ultima deve essere indicato e reso disponibile, a norma della presente legge, anche l'atto cui essa si richiama. 4. In ogni atto notificato al destinatario devono essere indicati il termine e l'autorita' cui e' possibile ricorrere".

Cronologia di questo articolo — 2 versioni

Ogni riquadro è il testo in vigore in quel periodo. Vengono dalle collezioni multivigenti pubblicate da Normattiva.

Da dove viene questo testo
Atto
Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente
Questa versione vigente dal
1 agosto 2000 al 18 gennaio 2024
Stato dell'atto
vigente
Ultimo controllo
22 settembre 2026
Fonte
Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato - Normattiva (dati.normattiva.it), CC BY 4.0
Testo ufficiale
apri su Normattiva

Spiegazione — non è il testo di legge

Un atto del fisco deve dirti perché, e non può cambiarlo dopo

In parole semplici

Un atto del fisco deve spiegarti su che cosa si basa, allegare i documenti che cita, e dirti chi è il responsabile, a chi chiedere il riesame e entro quando puoi ricorrere. Se ci sono interessi, deve dirti come li ha calcolati. E non può cambiare le motivazioni per strada.

Cosa dice

L'articolo stabilisce che gli atti dell'amministrazione finanziaria autonomamente impugnabili sono motivati, a pena di annullabilità, indicando specificamente i presupposti, i mezzi di prova e le ragioni giuridiche su cui si fonda la decisione, e che l'atto richiamato in motivazione e non già conosciuto dall'interessato va allegato, salvo che se ne riproduca il contenuto essenziale. Prevede che i fatti e i mezzi di prova posti a fondamento non possano essere successivamente modificati, integrati o sostituiti se non con un ulteriore atto. Impone che il primo atto della riscossione che comunica una pretesa indichi, per gli interessi, tipologia, norma di riferimento, criterio di determinazione, imposta, decorrenza e tassi. Stabilisce infine che gli atti indichino tassativamente l'ufficio presso cui ottenere informazioni e il responsabile del procedimento, l'organo cui chiedere il riesame in autotutela, e modalità, termine e organo cui ricorrere.

Cosa significa

È l'articolo che rende un atto fiscale leggibile e contestabile. Tre pezzi meritano attenzione. Il primo: la motivazione deve indicare anche i mezzi di prova, non solo la conclusione — sapere su che cosa si fonda la pretesa è ciò che permette di rispondere. Il secondo: il divieto di modificare i fatti e le prove dopo l'emissione impedisce all'ufficio di cambiare ricostruzione in corso di causa, quando il contribuente ha già impostato la difesa. Il terzo, il più concreto per chi riceve una cartella: il dettaglio degli interessi. Prima di questa previsione era normale ricevere un importo di interessi senza sapere come fosse stato calcolato; ora quel calcolo deve essere esposto. Il comma 2 è la parte che si usa ogni volta: dice dove guardare sull'atto per trovare il responsabile del procedimento, come chiedere l'autotutela e in quanto tempo si ricorre.

A chi si applica

A tutti i destinatari di atti dell'amministrazione finanziaria e dei concessionari della riscossione.

Quando si applica

Alla ricezione di un atto impositivo o della riscossione.

Cosa puoi fare

Leggere l'atto cercando quattro cose: il responsabile del procedimento, l'organo per il riesame in autotutela, il termine per ricorrere e il dettaglio degli interessi. Se la motivazione rinvia a un altro atto che non hai mai visto e non è allegato né riprodotto nel contenuto essenziale, è un vizio da far valere.

Attenzione

Chiedere il riesame in autotutela non sospende il termine per fare ricorso. È l'errore più frequente e il più difficile da rimediare: se il termine scade mentre attendi una risposta, l'atto diventa definitivo.

Scheda redazionale. Non è il testo della legge: se sembra dire qualcosa di diverso dal riquadro qui sopra, fa fede il testo della legge — e va segnalato.

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