Testo normativo
(Trasparenza nell'utilizzo delle risorse pubbliche).
D.Lgs. 33/2013 — Trasparenza e accesso civico
L'Agenzia per l'Italia digitale, d'intesa con il Ministero dell'economia e delle finanze, al fine di promuovere l'accesso e migliorare la comprensione dei dati relativi all'utilizzo delle risorse pubbliche, gestisce il sito internet denominato "Soldi pubblici" che consente l'accesso ai dati dei pagamenti delle pubbliche amministrazioni e ne permette la consultazione in relazione alla tipologia di spesa sostenuta e alle amministrazioni che l'hanno effettuata, nonche' all'ambito temporale di riferimento.
Ciascuna amministrazione pubblica sul proprio sito istituzionale, in una parte chiaramente identificabile della sezione "Amministrazione trasparente", i dati sui propri pagamenti e ne permette la consultazione in relazione alla tipologia di spesa sostenuta, all'ambito temporale di riferimento e ai beneficiari.
Per le spese in materia di personale si applica quanto previsto dagli articoli da 15 a 20.
Dalle disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le amministrazioni interessate provvedono ai relativi adempimenti nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.
- Atto
- Riordino della disciplina riguardante il diritto di accesso civico e gli obblighi di pubblicita', trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni. (13G00076)
- Questa versione vigente dal
- 23 giugno 2016 a oggi
- Stato dell'atto
- vigente
- Ultimo controllo
- 22 settembre 2026
- Fonte
- Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato - Normattiva (dati.normattiva.it), CC BY 4.0
- Testo ufficiale
- apri su Normattiva
Spiegazione — non è il testo di legge
Dove guardare per sapere quanto e a chi ha pagato un ente
Puoi sapere quanto ha pagato il tuo Comune, per cosa e **a chi**: sta nella sezione Amministrazione trasparente del suo sito, e c'è anche il sito nazionale «Soldi pubblici». Se non lo trovi, puoi chiederlo.
Cosa dice
L'articolo stabilisce che l'Agenzia per l'Italia digitale, d'intesa con il Ministero dell'economia e delle finanze, gestisce il sito «Soldi pubblici», che consente l'accesso ai dati dei pagamenti delle pubbliche amministrazioni e la loro consultazione per tipologia di spesa, amministrazione che l'ha effettuata e periodo di riferimento. Prevede che **ciascuna amministrazione pubblichi sul proprio sito istituzionale, in una parte chiaramente identificabile della sezione «Amministrazione trasparente», i dati sui propri pagamenti**, consultabili per tipologia di spesa, periodo e **beneficiari**. Rinvia agli articoli da 15 a 20 per le spese di personale e precisa che dall'attuazione non devono derivare nuovi o maggiori oneri.
Cosa significa
È l'articolo che risponde alla domanda più concreta che un cittadino può fare al proprio Comune: dove sono finiti i soldi. Due strumenti, uno nazionale e uno locale. «Soldi pubblici» consente il confronto fra amministrazioni; la sezione sul sito dell'ente contiene i suoi pagamenti. La parola da notare è **beneficiari**: i dati devono essere consultabili anche per chi ha ricevuto il pagamento, non solo per categoria di spesa. È la differenza fra sapere che un Comune ha speso una certa cifra in «servizi» e sapere a chi l'ha data. La clausola di invarianza finanziaria dell'ultimo comma è il punto debole: l'obbligo esiste, le risorse per attuarlo no, ed è una delle ragioni per cui la qualità di queste sezioni varia moltissimo da ente a ente.
A chi si applica
A chiunque voglia verificare i pagamenti di una pubblica amministrazione.
Quando si applica
Sempre.
Cosa puoi fare
Cercare sul sito dell'ente la sezione Amministrazione trasparente e la parte sui pagamenti; confrontarla con «Soldi pubblici». Se i dati mancano o non sono consultabili per beneficiario, è un'omissione di pubblicazione obbligatoria: si chiede con l'accesso civico semplice dell'articolo 5, comma 1.
Attenzione
Il dato sui pagamenti non spiega da solo se una spesa fosse legittima o congrua: dice quanto, a chi e quando. Per capire il perché servono gli atti — la determina, il contratto — che si chiedono con l'accesso.
Scheda redazionale. Non è il testo della legge: se sembra dire qualcosa di diverso dal riquadro qui sopra, fa fede il testo della legge — e va segnalato.