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DirittoTorna a «Sapere perché una decisione pubblica è stata presa così»

Testo normativo

Conseguenze per il ritardo dell'amministrazione nella conclusione del procedimento).

L. 241/1990 - Procedimento amministrativo

Le pubbliche amministrazioni e i soggetti di cui all'articolo 1, comma 1-ter, sono tenuti al risarcimento del danno ingiusto cagionato in conseguenza dell'inosservanza dolosa o colposa del termine di conclusione del procedimento.

1-bis. Fatto salvo quanto previsto dal comma 1 e ad esclusione delle ipotesi di silenzio qualificato e dei concorsi pubblici, in caso di inosservanza del termine di conclusione del procedimento ad istanza di parte, per il quale sussiste l'obbligo di pronunziarsi, l'istante ha diritto di ottenere un indennizzo per il mero ritardo alle condizioni e con le modalita' stabilite dalla legge o, sulla base della legge, da un regolamento emanato ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400. In tal caso le somme corrisposte o da corrispondere a titolo di indennizzo sono detratte dal risarcimento

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COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 2 LUGLIO 2010, N. 104.

Cronologia di questo articolo — 3 versioni

Ogni riquadro è il testo in vigore in quel periodo. Vengono dalle collezioni multivigenti pubblicate da Normattiva.

Cosa è cambiato rispetto alla versione precedente →

Note di aggiornamento della fonte (2 righe)

Non fanno parte del testo dell'articolo: sono annotazioni che Normattiva accoda per segnalare le modifiche subite nel tempo.

AGGIORNAMENTO (29)

Il D.L. 21 giugno 2013, n. 69, convertito con modificazioni dalla L. 9 agosto 2013, n. 98 ha disposto (con l'art. 28, comma 10) che "Le disposizioni del presente articolo si applicano, in via sperimentale e dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, ai procedimenti amministrativi relativi all'avvio e all'esercizio dell'attivita' di impresa iniziati successivamente alla medesima data di entrata in vigore. ".

Da dove viene questo testo
Atto
Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi.
Questa versione vigente dal
21 agosto 2013 a oggi
Stato dell'atto
vigente
Ultimo controllo
6 settembre 2026
Fonte
Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato - Normattiva (dati.normattiva.it), CC BY 4.0
Testo ufficiale
apri su Normattiva

Spiegazione — non è il testo di legge

Il ritardo dell'ufficio può costare: danno e indennizzo

In parole semplici

Se l'ufficio sfora il termine e ti fa perdere dei soldi, puoi chiedere il risarcimento — ma devi provare il danno e la colpa. Se non ci sono danni da provare, esiste un indennizzo che spetta per il ritardo in sé, più piccolo e più semplice. Non vale per i concorsi pubblici.

Cosa dice

L'articolo stabilisce che le pubbliche amministrazioni e i soggetti privati preposti all'esercizio di attività amministrative sono tenuti al risarcimento del danno ingiusto cagionato in conseguenza dell'inosservanza dolosa o colposa del termine di conclusione del procedimento. Prevede inoltre che, escluse le ipotesi di silenzio qualificato e i concorsi pubblici, in caso di inosservanza del termine in un procedimento a istanza di parte per il quale sussiste l'obbligo di pronunciarsi, l'istante abbia diritto a un indennizzo per il mero ritardo, alle condizioni e con le modalità stabilite dalla legge o da un regolamento, e che le somme corrisposte a titolo di indennizzo siano detratte dal risarcimento.

Cosa significa

Sono due strumenti diversi e conviene non confonderli. Il risarcimento del danno richiede di provare tre cose: che il termine è stato violato, che c'è stato dolo o colpa dell'amministrazione, e che ne è derivato un danno concreto e quantificabile — un affare saltato, un costo sostenuto. È la via più forte e la più impegnativa. L'indennizzo per il mero ritardo è pensato per il caso opposto: non serve provare un danno, il ritardo in sé basta, ma spetta solo nei casi e negli importi che la disciplina attuativa stabilisce, ed è escluso per i concorsi pubblici e per le ipotesi di silenzio qualificato. In pratica: l'indennizzo è più facile da ottenere e più piccolo, il risarcimento è più grande e più difficile.

A chi si applica

A chi ha presentato un'istanza a una pubblica amministrazione o a un soggetto privato che svolge attività amministrativa.

Quando si applica

Quando il termine di conclusione del procedimento è stato superato.

Quando non si applica

L'indennizzo per il mero ritardo non spetta nelle ipotesi di silenzio qualificato né nei concorsi pubblici. Il risarcimento richiede comunque la prova del danno e dell'elemento soggettivo.

Cosa puoi fare

Prima di tutto documentare: data di presentazione dell'istanza, termine applicabile a quel procedimento, solleciti inviati e relative ricevute. Senza queste tre cose nessuna delle due strade è percorribile. Poi valutare quale strumento conviene: l'indennizzo se il ritardo non ha prodotto danni misurabili, il risarcimento se li ha prodotti e si possono provare.

Cosa devi fare

Verificare qual è il termine di quel preciso procedimento: non è sempre trenta giorni, e ogni amministrazione pubblica i termini dei propri procedimenti.

Termini

L'azione risarcitoria è soggetta a termini propri. Verificarli presto è più importante che decidere subito la strategia.

Attenzione

Questa scheda descrive gli strumenti, non stima quanto puoi ottenere né se nel tuo caso ci sono i presupposti: quella valutazione dipende dai fatti e da quanto riesci a documentare. Prima di avviare una causa, un professionista è la scelta ragionevole.

Scheda redazionale. Non è il testo della legge: se sembra dire qualcosa di diverso dal riquadro qui sopra, fa fede il testo della legge — e va segnalato.

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