Testo normativo
(Conseguenze per il ritardo dell'amministrazione nella conclusione del procedimento).
L. 241/1990 - Procedimento amministrativo
Le pubbliche amministrazioni e i soggetti di cui all'articolo 1, comma 1-ter, sono tenuti al risarcimento del danno ingiusto cagionato in conseguenza dell'inosservanza dolosa o colposa del termine di conclusione del procedimento.
2. Le controversie relative all'applicazione del presente articolo sono attribuite alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. Il diritto al risarcimento del danno si prescrive in cinque anni
Ogni riquadro è il testo in vigore in quel periodo. Vengono dalle collezioni multivigenti pubblicate da Normattiva.
- Atto
- Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi.
- Questa versione vigente dal
- 4 luglio 2009 al 16 settembre 2010
- Stato dell'atto
- vigente
- Ultimo controllo
- 6 settembre 2026
- Fonte
- Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato - Normattiva (dati.normattiva.it), CC BY 4.0
- Testo ufficiale
- apri su Normattiva
Spiegazione — non è il testo di legge
Il ritardo dell'ufficio può costare: danno e indennizzo
Se l'ufficio sfora il termine e ti fa perdere dei soldi, puoi chiedere il risarcimento — ma devi provare il danno e la colpa. Se non ci sono danni da provare, esiste un indennizzo che spetta per il ritardo in sé, più piccolo e più semplice. Non vale per i concorsi pubblici.
Cosa dice
L'articolo stabilisce che le pubbliche amministrazioni e i soggetti privati preposti all'esercizio di attività amministrative sono tenuti al risarcimento del danno ingiusto cagionato in conseguenza dell'inosservanza dolosa o colposa del termine di conclusione del procedimento. Prevede inoltre che, escluse le ipotesi di silenzio qualificato e i concorsi pubblici, in caso di inosservanza del termine in un procedimento a istanza di parte per il quale sussiste l'obbligo di pronunciarsi, l'istante abbia diritto a un indennizzo per il mero ritardo, alle condizioni e con le modalità stabilite dalla legge o da un regolamento, e che le somme corrisposte a titolo di indennizzo siano detratte dal risarcimento.
Cosa significa
Sono due strumenti diversi e conviene non confonderli. Il risarcimento del danno richiede di provare tre cose: che il termine è stato violato, che c'è stato dolo o colpa dell'amministrazione, e che ne è derivato un danno concreto e quantificabile — un affare saltato, un costo sostenuto. È la via più forte e la più impegnativa. L'indennizzo per il mero ritardo è pensato per il caso opposto: non serve provare un danno, il ritardo in sé basta, ma spetta solo nei casi e negli importi che la disciplina attuativa stabilisce, ed è escluso per i concorsi pubblici e per le ipotesi di silenzio qualificato. In pratica: l'indennizzo è più facile da ottenere e più piccolo, il risarcimento è più grande e più difficile.
A chi si applica
A chi ha presentato un'istanza a una pubblica amministrazione o a un soggetto privato che svolge attività amministrativa.
Quando si applica
Quando il termine di conclusione del procedimento è stato superato.
Quando non si applica
L'indennizzo per il mero ritardo non spetta nelle ipotesi di silenzio qualificato né nei concorsi pubblici. Il risarcimento richiede comunque la prova del danno e dell'elemento soggettivo.
Cosa puoi fare
Prima di tutto documentare: data di presentazione dell'istanza, termine applicabile a quel procedimento, solleciti inviati e relative ricevute. Senza queste tre cose nessuna delle due strade è percorribile. Poi valutare quale strumento conviene: l'indennizzo se il ritardo non ha prodotto danni misurabili, il risarcimento se li ha prodotti e si possono provare.
Cosa devi fare
Verificare qual è il termine di quel preciso procedimento: non è sempre trenta giorni, e ogni amministrazione pubblica i termini dei propri procedimenti.
Termini
L'azione risarcitoria è soggetta a termini propri. Verificarli presto è più importante che decidere subito la strategia.
Attenzione
Questa scheda descrive gli strumenti, non stima quanto puoi ottenere né se nel tuo caso ci sono i presupposti: quella valutazione dipende dai fatti e da quanto riesci a documentare. Prima di avviare una causa, un professionista è la scelta ragionevole.
Scheda redazionale. Non è il testo della legge: se sembra dire qualcosa di diverso dal riquadro qui sopra, fa fede il testo della legge — e va segnalato.