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DirittoTorna a «Sapere perché una decisione pubblica è stata presa così»

Testo normativo

(Principi generali dell'attivita' amministrativa)

L. 241/1990 - Procedimento amministrativo

Stai leggendo una versione passata, in vigore dal 28 novembre 2012 al 15 settembre 2020. Vai al testo vigente oggi.

L'attivita' amministrativa persegue i fini determinati dalla legge ed e' retta da criteri di economicita', di efficacia, di imparzialita', di pubblicita' e di trasparenza secondo le modalita' previste dalla presente legge e dalle altre disposizioni che disciplinano singoli procedimenti , nonche' dai principi dell'ordinamento comunitario.

La pubblica amministrazione, nell'adozione di atti di natura non autoritativa, agisce secondo le norme di diritto privato salvo che la legge disponga diversamente.

I soggetti privati preposti all'esercizio di attivita' amministrative assicurano il rispetto dei criteri e dei principi di cui al comma 1 , con un livello di garanzia non inferiore a quello cui sono tenute le pubbliche amministrazioni in forza delle disposizioni di cui alla presente legge.

La pubblica amministrazione non puo' aggravare il procedimento se non per straordinarie e motivate esigenze imposte dallo svolgimento dell'istruttoria.

Cronologia di questo articolo — 5 versioni

Ogni riquadro è il testo in vigore in quel periodo. Vengono dalle collezioni multivigenti pubblicate da Normattiva.

Cosa è cambiato rispetto alla versione precedente →

Da dove viene questo testo
Atto
Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi.
Questa versione vigente dal
28 novembre 2012 al 15 settembre 2020
Stato dell'atto
vigente
Ultimo controllo
6 settembre 2026
Fonte
Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato - Normattiva (dati.normattiva.it), CC BY 4.0
Testo ufficiale
apri su Normattiva

Spiegazione — non è il testo di legge

I cinque criteri a cui ogni ufficio pubblico deve rispondere

In parole semplici

L'ufficio deve lavorare bene, in fretta, senza favoritismi e alla luce del sole. E non può complicarti la pratica se non ha una ragione seria da mettere per iscritto. Il rapporto fra te e l'ufficio si regge sulla collaborazione e sulla buona fede: vale per entrambi.

Cosa dice

L'articolo stabilisce che l'attività amministrativa persegue i fini determinati dalla legge ed è retta da criteri di economicità, efficacia, imparzialità, pubblicità e trasparenza, secondo le modalità previste dalla legge e dai principi dell'ordinamento comunitario. Prevede che nell'adozione di atti di natura non autoritativa la pubblica amministrazione agisca secondo le norme di diritto privato, salvo che la legge disponga diversamente, e che i soggetti privati preposti all'esercizio di attività amministrative assicurino il rispetto degli stessi criteri con un livello di garanzia non inferiore. Vieta di aggravare il procedimento se non per straordinarie e motivate esigenze imposte dallo svolgimento dell'istruttoria. Stabilisce infine che i rapporti fra cittadino e pubblica amministrazione sono improntati ai principi della collaborazione e della buona fede.

Cosa significa

È l'articolo di apertura, e sembra una dichiarazione di intenti: non lo è del tutto. Due commi hanno un uso concreto. Il divieto di aggravamento è la norma che si cita quando un ufficio moltiplica i passaggi, chiede documenti a rate o apre sub-procedimenti non previsti: l'aggravio non è vietato in assoluto, ma deve essere straordinario e motivato, cioè scritto. Il richiamo alla collaborazione e alla buona fede è il gemello amministrativo del principio dell'affidamento in materia fiscale, e serve quando il comportamento dell'ufficio è formalmente corretto e sostanzialmente sleale. Il comma sui privati che svolgono attività amministrative estende le stesse regole ai concessionari e ai gestori di servizi pubblici: non ci si sottrae alla legge cambiando la natura del soggetto.

A chi si applica

A tutte le pubbliche amministrazioni e ai privati preposti all'esercizio di attività amministrative.

Quando si applica

In ogni attività amministrativa.

Quando non si applica

Negli atti di natura non autoritativa l'amministrazione agisce secondo le norme di diritto privato, salvo diversa disposizione di legge.

Cosa puoi fare

Se un ufficio ti chiede adempimenti che nessuna norma prevede, o li chiede uno alla volta allungando la pratica, puoi chiedere per iscritto quale disposizione li impone e quali sono le esigenze straordinarie che giustificano l'aggravio. È una domanda a cui l'ufficio deve poter rispondere.

Cosa devi fare

Rivolgere la richiesta al responsabile del procedimento, non allo sportello: è la persona a cui la legge attribuisce l'istruttoria.

Attenzione

Questi criteri non danno da soli un diritto azionabile su una singola pratica: si fanno valere insieme alle norme specifiche che li attuano — il termine dell'articolo 2, la motivazione dell'articolo 3, la partecipazione degli articoli 7 e 10.

Scheda redazionale. Non è il testo della legge: se sembra dire qualcosa di diverso dal riquadro qui sopra, fa fede il testo della legge — e va segnalato.

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