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CITTADINOINFORMATO

Testo normativo

Art. 6

D.Lgs. 267/2000 — Testo unico enti locali

Confronto con la versione precedente (13 ottobre 2000):testo tolto testo aggiunto · torna al testo semplice

Statuti comunali e provinciali

I comuni e le province adottano il proprio statuto.

Lo statuto, nell'ambito dei principi fissati dal presente testo unico, stabilisce le norme fondamentali dell'organizzazione dell'ente e, in particolare, specifica le attribuzioni degli organi e le forme di garanzia e di partecipazione delle minoranze, i modi di esercizio della rappresentanza legale dell'ente, anche in giudizio. Lo Statuto stabilisce, altresi', i criteri generali in materia di organizzazione dell'ente, le forme di collaborazione fra comuni e province, della partecipazione popolare, del decentramento, dell'accesso dei cittadini, alle informazioni e ai procedimenti amministrativi, lo stemma e il gonfalone e quanto ulteriormente previsto dal presente testo unico.

Gli statuti comunali e provinciali stabiliscono norme per assicurare condizioni di pari opportunita' tra uomo e donna ai sensi della legge 10 aprile 1991, n. 125, e per promuoveregarantire la presenza di entrambi i sessi nelle giunte e negli organi collegiali non elettivi del comune e della provincia, nonche' degli enti, aziende ed istituzioni da essi dipendenti.

Gli statuti sono deliberati dai rispettivi consigli con il voto favorevole dei due terzi dei consiglieri assegnati. Qualora tale maggioranza non venga raggiunta, la votazione e' ripetuta in successive sedute da tenersi entro trenta giorni e lo statuto e' approvato se ottiene per due volte il voto favorevole della maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati. Le disposizioni di cui al presente comma si applicano anche alle modifiche statutarie.

Dopo l'espletamento, del controllo da parte del competente organo regionale, lo statuto e' pubblicato nel bollettino ufficiale della regione, affisso all'albo pretorio dell'ente per trenta giorni consecutivi ed inviato al Ministero dell'interno per essere inserito nella raccolta ufficiale degli statuti. Lo statuto entra in vigore decorsi trenta giorni dalla sua affissione all'albo pretorio dell'ente.

L'ufficio del Ministero dell'interno, istituito per la raccolta e la conservazione degli statuti comunali e provinciali, cura anche adeguate forme di pubblicita' degli statuti stessi.

Cronologia di questo articolo — 2 versioni

Ogni riquadro è il testo in vigore in quel periodo. Vengono dalle collezioni multivigenti pubblicate da Normattiva.

Da dove viene questo testo
Atto
D.Lgs. 267 del 18/08/2000
Questa versione vigente dal
26 dicembre 2012 a oggi
Stato dell'atto
sconosciuto
Ultimo controllo
23 settembre 2026
Fonte
Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato - Normattiva (dati.normattiva.it), CC BY 4.0
Testo ufficiale
apri su Normattiva

Spiegazione — non è il testo di legge

Lo statuto del Comune

In parole semplici

Ogni Comune ha il suo statuto, una specie di costituzione locale che dice come funzionano gli organi e come i cittadini possono partecipare. Si trova sul sito del Comune.

Cosa dice

Ogni Comune adotta il proprio statuto, che stabilisce le norme fondamentali dell'ente: le attribuzioni degli organi, le garanzie per le minoranze, la partecipazione popolare, il decentramento, l'accesso dei cittadini alle informazioni e ai procedimenti, le pari opportunità, lo stemma e il gonfalone. Lo approva il consiglio con i due terzi dei consiglieri assegnati; se non si raggiungono, basta per due volte la maggioranza assoluta, in sedute entro trenta giorni.

Cosa significa

Lo statuto è la «costituzione» del Comune: dentro i principi del testo unico, ogni Comune decide come far partecipare i cittadini, per esempio con referendum, petizioni o consulte. Molti diritti di partecipazione locale stanno lì, non nella legge statale.

Cosa puoi fare

Leggere lo statuto del tuo Comune: è pubblicato sul sito del Comune e nella raccolta del Ministero dell'interno. Lì trovi gli strumenti di partecipazione che puoi usare.

Attenzione

Lo statuto entra in vigore trenta giorni dopo l'affissione all'albo pretorio. Quello che dice sulla partecipazione cambia da Comune a Comune: non dare per scontato che esista un referendum comunale o una petizione con risposta obbligatoria.

Scheda redazionale. Non è il testo della legge: se sembra dire qualcosa di diverso dal riquadro qui sopra, fa fede il testo della legge — e va segnalato.

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