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CITTADINOINFORMATO

Testo normativo

Art. 36

Costituzione

Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sè e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa.

La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge.

Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi.

Da dove viene questo testo
Atto
Costituzione della Repubblica Italiana
Questa versione vigente dal
1 gennaio 1948 a oggi
Stato dell'atto
vigente
Ultimo controllo
6 settembre 2026
Fonte
Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato - Normattiva (dati.normattiva.it), CC BY 4.0
Testo ufficiale
apri su Normattiva ↗

Spiegazione — non è il testo di legge

Retribuzione, orario, riposo e ferie

In parole semplici

Devi essere pagato in proporzione a quanto e come lavori, e comunque abbastanza per vivere dignitosamente. Riposo settimanale e ferie sono tuoi e non si possono barattare, nemmeno se firmi.

Cosa dice

L'articolo dice che il lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa; che la durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge; e che il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi.

Cosa significa

Sono tre principi, non una tabella. Il primo fissa un criterio doppio: la retribuzione deve essere proporzionata al lavoro svolto e comunque sufficiente. Da qui la giurisprudenza fa discendere il riferimento ai minimi dei contratti collettivi come parametro di sufficienza. Il terzo contiene una parola che nel diritto pesa: irrinunciabile. Un accordo con cui il lavoratore rinuncia alle ferie non produce l'effetto che dichiara.

A chi si applica

A tutti i lavoratori subordinati.

Cosa puoi fare

La retribuzione dovuta risulta dal contratto individuale letto insieme al contratto collettivo applicato; la busta paga deve indicarne analiticamente le voci. Differenze non pagate si chiedono al datore e, in caso di rifiuto, davanti al giudice del lavoro; esistono anche canali di segnalazione all'Ispettorato nazionale del lavoro.

Attenzione

La Costituzione non fissa una cifra e in Italia non esiste, come regola generale, un salario minimo stabilito per legge: il parametro passa dalla contrattazione collettiva e dal giudice.

Scheda redazionale. Non è il testo della legge: se sembra dire qualcosa di diverso dal riquadro qui sopra, fa fede il testo della legge — e va segnalato.

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